Trick IT https://www.trickit.it 1001 trucchi per il mondo IT Fri, 31 Jul 2020 13:49:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 https://www.trickit.it/wp-content/uploads/2019/01/trickit_icona-100x100.jpg Trick IT https://www.trickit.it 32 32 Windows 10 connessione impossibile a condivisione non sicura (SMB1) https://www.trickit.it/windows/windows-10-connessione-impossibile-a-condivisione-non-sicura-smb1 https://www.trickit.it/windows/windows-10-connessione-impossibile-a-condivisione-non-sicura-smb1#respond Fri, 31 Jul 2020 13:49:03 +0000 https://www.trickit.it/?p=5357

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Nelle ultime versioni di Windows 10 è stato tolto il protocollo di condivisione files SMB v1 perchè non ha i requisiti di sicurezza e protezione che invece sono prerogativa dei suoi successori (SMB v2 e V3), quindi potrebbe capitarvi di non poter accedere a vecchi shares di rete su macchine Windows obsolete (es. server 2003) o su vecchi server Nas o server Linux non aggiornati. Se siete in queste condizioni potete sempre riabilitare il vecchio protocollo SMB v1 sulla vostra macchina.

 

L’errore che capita cercando di collegarsi da una macchiina Windows 10 a uno share che supporta solo il protocollo SMB v1 è simile a questo che appare nella figura sotto :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

come potete vedere si parla di un problema di sicurezza e Windows 10 vi impedisce l’accesso a questo share perchè non ha più al suo interno il vecchio protocollo SMB v1, ma è proprio vero ?

In realtà non è così, il protocollo SMB v1 è presente anche in Windows 10 ma di default non viene installato sulla macchina e rimane nelle funzionalità opzionali, vediamo quindi come abilitarlo se abbiamo la necessità di dover accedere ad un vecchio share che supporta solo questo protocollo :

  • aprite il Pannello di Controllo come amministratore
    (start -> esegui -> control)     o direttamente dall’icona del programma
  • quindi selezionate :
    Programmi e funzionalità -> Attivazione o disattivazione delle funzionalità Windows
  • scorrete la finestra che appare fino a trovare la voce :
    Supporto per condivisione file SMB 1.0/CIFS
  • espandetela e quindi selezionate la voce :
    [X] Client SMB 1.0/CIFS
    e confermate con OK come da figura seguente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • riavviate Windows dopo che il sistema avrà installato il componente mancante (è un’operazione velocissima, cosa da pochi secondi)

Ora riprovate l’accesso alla condivisione che prima vi dava problemi e tutto dovrebbe funzionare alla perfezione.

Ovviamente si tratta di una soluzione temporanea, in realtà sarebbe meglio (se possibile) evitare di usare il vecchio procotollo SMB v1 per le condivisioni di rete perchè qualche problema di sicurezza effettivamente esiste su questo protocollo !

Se la condivisione su cui state cercando di collegarvi è ospitata su un server Nas basato su Linux provate a verificare se non sia possibile usare il protocollo SMB v2 lato server invece di SMB v1 (spesso si tratta solo di un’opzione da abilitare sul server o di un aggiornamento firmware da applicare).

 

Per maggiori informazioni sul perchè il protocollo SMB v1 sia stato tolto di default da Windows 10 potete fare riferimento a questo documento tecnico di Microsoft :

https://docs.microsoft.com/it-it/windows-server/storage/file-server/troubleshoot/smbv1-not-installed-by-default-in-windows

 

NOTA : ovviamente nessuno vi impedisce di togliere poi dal vostro pc il vecchio protocollo SMB v1 quando non vi serve più l’accesso a quel vecchio share, basta rientrare nello stesso percorso che abbiamo descritto sopra, togliere la spunta alla voce
[ ] Client SMB 1.0/CIFS
e quindi riavviare di nuovo il pc.

 

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SIGRed : grave vulnerabilità sui DNS server Windows https://www.trickit.it/windows/sigred-grave-vulnerabilita-sui-dns-server-windows https://www.trickit.it/windows/sigred-grave-vulnerabilita-sui-dns-server-windows#respond Fri, 24 Jul 2020 15:46:26 +0000 https://www.trickit.it/?p=5351

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ATTENZIONE ! : se in azienda usate il servizio DNS su server Windows (è normale per esempio averlo sui Controller di dominio) sappiate che i ricercatori di Checkpoint hanno appena scoperto una grave vulnerabilità sfruttabile anche da remoto che permette di prendere il completo controllo della macchina server, inoltre il codice ostile è in grado di propagarsi automaticamente all’interno della rete attaccando altre macchine Windows che facciano girare il servizio di DNS server.

 

La vulnerabilità è particolarmente pericolosa e prende il nome di SIGRed, in pratica attacca il servizio DNS server delle macchine Windows ed interrogando il servizio con richieste malformate permette di eseguire codice ostile sulla macchina che normalmente è un server, mettendo quindi potenzialmente a rischio l’intera rete aziendale, pensate solo al servizio DNS che è gira sempre sulle macchine Controller di dominio della rete !

Per fortuna Microsoft ha già rilasciato le patch necessarie per turare questa falla con gli aggiornamenti di sicurezza di Windowsupdate di Luglio, purtroppo però questo problema affligge anche le versioni server fuori supporto (Windows server 2003, 2008, 2008R2), quindi se avete in azienda ancora vecchi servers (che vi consiglio di aggiornare) che hanno attivo il servizio DNS server e volete rimediare alla vulnerabilità rappresentata da SIGRed dovete fare una piccola modifica al registry e quindi riavviare il servizio DNS sul vostro server o riavviare l’intera macchina.

 

Gli step per rimediare sono :

  • lanciate l’editor del registry come amministratore
    start -> esegui -> regedit
  • posizionatevi sulla chiave :
    HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\DNS\Parameters
  • qui troverete il parametro :
    TcpReceivePacketSize
  • che ha un valore di default (in esadecimale) di :
    0xFFFF
  • modificatelo in :
    0xFF00
  • chiudete il programma regedit
  • aprite un prompt dei comandi come amministratore
    start -> esegui -> cmd
  • riavviate il servizio DNS server con i comandi :
    NET STOP DNS
    NET START DNS
  • oppure riavviate completamente la vostra macchina server

 

Questo è sufficiente per scongiurare questo problema anche su un vecchio server fuori supporto tecnico da parte di Microsoft, anche se ovviamente sarebbe meglio procedere con la migrazione ad una nuova versione supportata ufficialmente per continuare a ricevere le varie patch di sicurezza rilasciate da Microsoft.

 

Per maggiori informazioni sulla vulnerabilità SIGRed potete leggere l’articolo tecnico di Checkpoint :

https://blog.checkpoint.com/2020/07/14/sigred-this-is-not-just-another-vulnerability-patch-now-to-stop-the-next-cyber-pandemic/

e la nota tecnica del bug oltre alle informazioni per la soluzione temporanea rilasciate da Microsoft :

https://portal.msrc.microsoft.com/en-US/security-guidance/advisory/CVE-2020-1350

https://support.microsoft.com/en-us/help/4569509/windows-dns-server-remote-code-execution-vulnerability

 

NOTA : non sottovalutate questo bug di Windows server perchè potrebbe mettere in ginocchio la vostra rete aziendale, applicate subito le patch ufficiali o la soluzione temporanea con la modifica al registry !

 

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Recuperare password reti wireless memorizzate https://www.trickit.it/windows/recuperare-password-reti-wireless-memorizzate https://www.trickit.it/windows/recuperare-password-reti-wireless-memorizzate#respond Fri, 17 Jul 2020 19:09:01 +0000 https://www.trickit.it/?p=5297

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Windows 10 memorizza tutte le password di accesso alle varie reti wireless a cui ci colleghiamo; normalmente una volta inserita nel sistema non abbiamo più bisogno di visualizzare la password perchè viene appunto memorizzata all’interno di Windows, a volte però è necessario rivedere quale password si usava per una certa rete wireless, per questa operazione non serve nessun programma speciale, bastano pochi comandi per poter visualizzare tutte le reti wi-fi e le relative password di accesso.

 

Come ben sapete ogni rete wireless è protetta (o dobrebbe esserlo !) da una password che ne permette o meno l’accesso, per poter visualizzare le password delle varie reti wireless memorizzate nel pc è necessario aprire un prompt dei comandi come amministratore della macchina :

start -> esegui -> cmd.exe

a questo punto per avere l’elenco di tutte le reti wireless a cui ci siamo collegati con questo pc basta digitare :

netsh wlan show profiles

comparirà una videata simile a questa con gli identificativi SSD (i nomi) di tutte le reti wireless che il nostro pc “conosce” e a cui può collegarsi, nel nostro esempio per semplificare abbiamo lasciato una sola rete wireless che si chiama semplicemente WLAN  :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ora per visualizzare la password associata ad una certa rete wireless dobbiamo usare questo comando :

netsh wlan show profile name=”SSID_RETE_WIRELESS” key=clear

quindi tornando al nostro esempio il comando da digitare sarà :

netsh wlan show profile name=”WLAN” key=clear

che genera una videata con tutti i parametri della nostra rete wireless, la parte che ci interessa nel nostro caso è la voce CONTENUTO CHIAVE che si trova nella sezione IMPOSTAZIONI SICUREZZA come potete vedere dalla videata  seguente :

Riassumendo : non è necessario usare programmi strani per il recupero delle password delle nostre reti wireless, bastano 2 semplici comandi in Windows !

: – )

 

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Generatore immagini barcode free https://www.trickit.it/windows/generatore-immagini-barcode-free https://www.trickit.it/windows/generatore-immagini-barcode-free#respond Fri, 10 Jul 2020 19:32:19 +0000 https://www.trickit.it/?p=4945

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I barcode (o codici a barre) sono presenti su qualsiasi prodotto che acquistiamo e sono da moltissimo tempo adottati dalla grande distribuzione e dalle aziende per identificare in modo univovo e veloce il codice assegnato ad un certo prodotto.

Oggi vediamo come generare in modo semplice dei codici a barre nel caso ne avessimo bisogno per identificare dei prodotti / articoli in azienda.

 

Uno dei programmi per Windows che vi permette di generare l’immagine di un barcode potendo scegliere tra moltissime codifiche è sicuramente Zint Barcode Generator, è un progetto free ed opensource ospitato su Sourceforge, lo potete scaricare da qui :

https://sourceforge.net/projects/zint/

si tratta di un programma portable, quindi una volta scaricato il file Zip che lo contiene basta espandere l’archivio sul vostro disco e quindi lanciare il programma qtZint.exe per far partire l’interfaccia grafica mentre l’eseguibile zint.exe serve per generare barcode da riga di comando, una volta lanciato avrete una finestra simile a questa in cui dovrete specificare :

  • il tipo di codifica da usare per generare il barcode, nel nostro caso usiamo la più diffusa EAN13
    (Symbology = European Article Number EAN)
  • il codice ean13 da trasformare in immagine barcode
    (Data to Encode = 8007758012127)

appena abbiamo specificato questi 2 parametri vedremo subito apparire a video l’immagine del nostro codice a barre che potremo copiare negli appunti in formato BMP per poi incollarlo in qualche editor (es. Word, Writer,  Paint, ecc..) con il bottone  [COPY BMP]  oppure salvare direttamente in un file grafico di tipo : BMP, EPS, GIF, PCX, PNG, SVG o TIF con il bottone  [SAVE].

Più semplice di così !        : – )

Zint è dotato di moltissime codifiche al suo interno e quindi è in grado di generare sicuramente il barcode nel formato che vi serve, per maggiori informazioni sui formati supportati e sulla generazione da riga di comando potete leggere la documentazione allegata al programma o informarvi direttamente sul sito :

http://www.zint.org.uk/

 

Un altro modo per generare dei barcode è usare uno dei vari servizi web che dato un codice generano in automatico l’immagine del codice a barre corrispondente e vi permettono poi di scaricarla, uno dei migliori è sicuramente questo (almeno per le codifiche standard) :

http://www.bulkbarcodegenerator.com/

una volta caricato il sito web scrollate la pagina verso il basso fino a quando non trovate la sezione
Bulk Barcode Image Generator for JPG

qui avrete una videata in cui dovrete specificare i seguenti parametri :

  • il codice o i codici ean13 da trasformare in immagine barcode
    (nel riquadro grande di testo = 8007758012127)
  • il tipo di codifica da usare per generare il barcode, nel nostro caso la solita EAN13
    (Code type = EAN13)
  • il tipo di file immagine da salvare
    (File type = JPEG)

come da esempio che segue :

Alla pressione del bottone  [DOWNLOAD]  ci verrà chiesto di scaricare un file Zip che contiene tutte le immagini dei codici da noi generati, nel nostro caso sarà una sola immagine, ma volendo potremmo generare diversi codici EAN13 in un colpo solo basta specificarli tutti nel riquadro di testo in alto.

Anche questa generazione online come avrete notato è molto veloce e semplice da usare.

 

Se avete dei dubbi sull’immagine barcode che avete generato la potete sempre verificare con un lettore barcode dedicato oppure semplicemente usando il vostro smartphone con una di queste app come descritto in passato nel seguente post :

Usare smartphone come lettore di codici a barre

 

Per maggiori informazioni sui codici a barre e sulle varie tipologie di codifica esistenti potete leggere qui :

https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_a_barre

https://it.wikipedia.org/wiki/EAN-13

 

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Windows 10 bloccare aggiornamento versione https://www.trickit.it/windows/windows-10-bloccare-aggiornamento-versione https://www.trickit.it/windows/windows-10-bloccare-aggiornamento-versione#respond Fri, 03 Jul 2020 20:09:07 +0000 https://www.trickit.it/?p=5287

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Come avrete già notato gli aggiornamenti di versione di Windows 10 sono piuttosto frenetici ed abbastanza inaffidabili, quindi nelle realtà complesse (aziende, scuole, ecc…) è meglio evitare il cambio di release ogni 6 mesi come previsto da Microsoft, è di sicuro preferibile rimanere con una versione stabile installata nel proprio parco macchine per il maggior tempo possibile, la cosa è possibile agendo direttamente sul registro di sistema.

 

Tanto per fare esempi concreti in questo momento dopo la migrazione di molti clienti aziendali da Windows 7 Pro a Windows 10 la versione più diffusa e stabile che si trova è la 1909, mentre è da poco disponibile la 2004, quindi se nella vostra azienda i pc con Windows 10 Pro funzionano bene e non volete affrontare i possibili problemi dell’upgrade alla prossima versione 2004 potete tranquillamente “congelare” la versione 1909 con una modifica al registry.

Le operazioni da fare sono molto semplici :

  • fate copia e incolla del testo qui sotto nel Blocco Note :

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate]
“TargetReleaseVersion”=dword:00000001
“TargetReleaseVersionInfo”=”1909”

  • poi salvate il file con un nome qualsiasi sul desktop facendo attenzione che abbia estensione .REG , per esempio potreste chiamarlo NO_REL_UPGRADE.REG ,
  • quindi fate doppio click sul file .REG appena creato e confermate l’inserimento dei dati nel registry
  • infine riavviate il sistema

In questo modo sul vostro pc con Windows 10 verrà mantenuta la versione 1909 (o la versione che avrete indicato nella chiave TargetReleaseVersionInfo) e non verrà proposto l’aggiornamento alla prossima versione (nel nostro caso sarebbe la 2004) fino a quando questa non uscirà dal supporto di Microsoft, solo allora vi verrà proposto l’upgrade all’ultima versione disponibile.

 

Se non sapete che versione gira sul vostro pc basta lanciare : start -> esegui -> winver   per vedere comparire una videata simile a questa dove si legge la versione in uso al momento :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi ricordo che la modifica al registry per congelare la versione funziona SOLO sulle versioni Pro ed Enterprise di Windows 10 a partire dalla release 1803 e non su quelle Home.

Ovviamente la modifica è reversibile, se volete tornare al normale ciclo di aggiornamento previsto da Microsoft cancellate dal registry le 2 chiavi che abbimo creato e tutto sarà come prima.

 

Un altro modo per evitare i continui cambi di release di Windows 10 è rallentando la frequenza degli stessi, anche in questo caso bisogna agire sul registry, ne avevamo parlato qui :

Windows 10 come rallentare frequenza aggiornamenti

 

E’ ormai evidente come Microsoft con Windows 10 sia molto focalizzata sugli utenti consumer e consideri molto poco quelli aziendali purtroppo……

: – (

 

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GMAIL scarico messaggi POP3 su diversi clients https://www.trickit.it/linux/gmail-scarico-messaggi-pop3-su-diversi-clients https://www.trickit.it/linux/gmail-scarico-messaggi-pop3-su-diversi-clients#respond Fri, 26 Jun 2020 18:55:37 +0000 https://www.trickit.it/?p=5175

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Lo standard email POP3 prevede che i messaggi presenti sul server di posta possano essere scaricati da più clients se sul client si imposta il flag di non cancellazione dei messaggi dal server, purtroppo Gmail sembra non seguire il protocollo standard e permette di scaricare i messaggi in POP3 solo sul primo client che accede con un determinato account non permettendo quindi la ricezione agli altri clients.

 

Questo di Gmail è un comportamento abbastanza bizzarro in quanto il protocollo POP3 prevede lo scarico in locale dei messaggi dal server e poi la loro cancellazione dal server di posta, a meno che come dicevamo sopra non si istruisca il client di posta elettronica per NON cancellare i messaggi dal server; con questa impostazione è possibile scaricare lo stesso messaggio anche su altri clients POP3 che accedono con lo stesso account.

Questo è la situzione nella normalità con il 99,9% dei server di posta che implementano POP3 , mentre Gmail si limita a scaricare i messaggi con questo protocollo SOLO dal primo client che accede, i successivi NON avranno la possibilità di scaricare i nuovi messaggi presenti sul server.

 

Per ovviare a questa “anomalia” di Gmail è necessario anteporre la frase  recent:  davanti all’indirizzo email del nostro account, esempio :

Configurazione primo client POP3 :

nome account = mioindirizzo@gmail.com

Configurazione altri successivi clients POP3 :

nome account = recent:mioindirizzo@gmail.com

gli altri parametri comuni per l’accesso in POP3 sono :

protocollo = POP3

server posta in arrivo = pop.gmail.com

SSL = Si

porta Tcp Pop3 = 995

 

Ci siamo accorti di questo malfunzionamento di Gmail quando dovevamo impostare la stampa remota su diverse stampanti che interrogavano una casella email di comodo (creata appunto su Gmail) via pop3 per ricevere alcuni documenti dal gestionale che andavano stampati in parallelo su pìù stampanti remote.

Ovviamente trovata la soluzione questa vale per qualsiasi clients di posta elettronica (Thunderbird, Outlook, ecc…) che acceda ad una casella Gmail via POP3 anche se di norma si usa quasi sempre il protocollo IMAP che è più comodo e flessibile.

 

Per maggiori informazioni potete fare riferimento alla sezione 2 (Scaricare le email in più client di posta) di questo documento tecnico di Google che spiega questo strano comportamento e la soluzione :

https://support.google.com/mail/answer/7104828?hl=it

 

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Convertire macchina virtuale in altro formato https://www.trickit.it/varie/convertire-macchina-virtuale-in-altro-formato https://www.trickit.it/varie/convertire-macchina-virtuale-in-altro-formato#respond Fri, 19 Jun 2020 18:55:26 +0000 https://www.trickit.it/?p=5247

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La software house Starwind specializzata in soluzioni software per gli ambienti virtuali ha messo a disposizione gratuitamente un programma che permette di convertire le macchine virtuali tra diversi formati in modo semplice e veloce, si tratta del software per Windows  Starwind V2V Converter, vediamo di cosa si tratta e cosa può fare per noi.

 

Se lavorate spesso con le macchine virtuali vi sarà già capitato il problema di dover convertire una macchina virtuale da un formato ad un altro, infatti purtroppo ogni hypervisor usa un proprio formato più o meno proprietario che spesso è incompatibile con altri hypervisor , esempi di hypervisor sono : VMware ESXi, Microsoft Hyper-V , Citriix XenServer, KVM, ecc….

Ovviamente ogni hypervisor usa un certo tipo di file per memorizzare l’immagine virtuale della macchina, i tipi di immagine più comuni sono : VMDK, VHD, VHDX, IMG, QCOW2, ecc….

Ebbene oggi con Starwind V2V Converter è possibile passare da un formato all’altro con una semplice conversione del formato della vostra macchina virtuale, la prima cosa da fare è scaricare il programma dal sito web del produttore (previa breve registrazione per ricevere via email il link con il download) :

https://www.starwindsoftware.com/starwind-v2v-converter

https://www.starwindsoftware.com/starwind-v2v-converter#download

Una volta scaricato il software bisogna installarlo su una macchina Windows e quindi farlo partire, non è necessaria nessuna registrazione o altre procedure in quanto è un programma totalmente free.

Per capire come funziona simuleremo una delle situazioni più semplici che possiamo affrontare, cioè la conversione di una macchina virtuale che abbiamo su un disco locale creata per VMWare (tipo file .VMDK) nella equivalente ma in formato Microsoft Hyper-V (tipo file .VHD).

Lanciamo il programma e selezioniamo la conversione, quindi indichiamo la nostra macchina locale come origine del file da convertire come da immagine :

ora selezioniamo il file sorgente TEST.VMDK , che è un file immagine di una macchina virtuale creata con VMWare :

dall’elenco che appare selezioniamo il tipo di file in cui vogliamo convertire la nostra immagine, nel nostro esempio sarà un file VHD, quindi per Microsoft Hyper-V

confermiamo sempre con NEXT e specifichiamo la posizione ed il nome del file dove salvare il nuovo file convertito, nel nostro caso sarà TEST.VHD  :

premiamo sempre NEXT e partirà la conversione dell’immagine da un formato all’altro, la conversione potrebbe impiegare diversi minuti quando l’immagine da convertire è molto grande, ovviamente i tempi di conversione dipendono molto anche dalla velocità del nostro pc.

Comunque dopo pochi minuti di attesa avremo la nostra macchina convertita nel nuovo formato, non ci resterà che caricarla nel nostro hypervisor e provarla ! se non è una procedura semplice questa…..

: – )

Starwind V2V Converter oltre a convertire i files immagine della macchine virtuali è in grado anche di fare una conversione P2V, cioè di convertire una macchina fisica Windows esistente in una macchina virtuale.

 

Per maggiori informazioni su questo utilissimo tool potete fare riferimento alla esaustiva documentazione online che trovate sul sito web del produttore :

Starwind v2v converter white paper

Starwind v2v converter

 

Di macchine virtuali e conversioni P2V avevamo già parlato anche in questo nostro articolo :

Convertire pc fisico Windows in immagine virtuale

 

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Windows 10 problemi con sessione remota RDP https://www.trickit.it/windows/windows-10-problemi-con-sessione-remota-rdp https://www.trickit.it/windows/windows-10-problemi-con-sessione-remota-rdp#respond Fri, 12 Jun 2020 16:07:49 +0000 https://www.trickit.it/?p=5261

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Molti utenti di Windows 10 che stanno ancora lavorando in smart working da casa e si collegano ai loro pc o server aziendali usando il protocollo RDP segnalano dei problemi con la sessione di lavoro remota.

In pratica il client RDP spesso si scollega oppure la videata diventa completamente nera o ancora si “congela” e non si aggiorna costringendo l’utente a sganciare la sessione RDP per aprirne una nuova, purtroppo Microsoft per ora non ha ancora pubblicato una patch ufficiale per il problema, però è possibile sistemare la cosa.

 

Il problema è stato segnalato da chi usa sessioni RDP con Windows 1809 o release successive collegandosi ad altre macchine remote Windows 10 o a Windows Server 2016 / 2019.

La causa di queste disconnessioni e dei malfunzionamenti della sessione RDP è da imputare all’uso del protocollo UDP da parte del client RDP invece del solito protocollo TCP, vediamo quindi come disabilitare sulla nostra macchina l’uso di questo protocollo in modo che il client RDP usi sempre e solo il protocollo TCP in attesa della patch ufficiale di Microsoft.

La soluzione temporanea è applicare questa modifica al registry :

Aprite l’editor di registro col comando START -> ESEGUI -> REGEDIT  (come Amministratore)

  • Posizionatevi sul percorso :
    HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows NT\Terminal Services\Client
  • create una nuova voce DWORD e chiamatela :
    ClientDisableUDP
  • assegnate alla voce appena creata il valore :
    1
  • Chiudete REGEDIT e riavviate il sistema

Se non volete agire direttamente sul registry fate copia e incolla del testo qui sotto nel Blocco Note  :

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows NT\Terminal Services\Client]
“ClientDisableUDP”=dword:00000001

salvate il file con un nome qualsiasi sul desktop facendo attenzione a mettere .REG come estensione finale del file, esempio RDPFIX.REG , ora fate doppio click sul  file .REG appena creato e confermate l’inserimento dei dati nel registry, quindi riavviate il sistema.

Dopo il riavvio tutte le vostre future sessioni RDP useranno SOLO il protocollo TCP per comunicare e torneranno ad essere stabili e veloci come prima.

 

Per maggiori informazioni potete leggere questa discussione sul sito Technet di Microsoft in cui viene descritto il problema anche se al momento come dicevamo non esiste una patch ufficiale di Microsoft per la risoluzione dello stesso :

https://social.technet.microsoft.com/Forums/en-US/dff1a051-afa9-48e5-ba77-4c5cffd54634/issue-connecting-to-rdp-only-win10-1809-gt-windows-server-2019

 

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Provare Ubuntu con live usb key https://www.trickit.it/linux/provare-ubuntu-con-live-usb-key https://www.trickit.it/linux/provare-ubuntu-con-live-usb-key#respond Fri, 05 Jun 2020 18:46:05 +0000 https://www.trickit.it/?p=5217

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Stanchi di Windows ? Usavate Windows 7 ma il nuovo Windows 10 vi ha deluso oltre ogni aspettativa ? Volete provare un sistema operativo molto stabile, free ed open source ma non sapete da dove iniziare ?

Bene, visto che Canonical ha da poco rilasciato la versione 20.04 Lts di Ubuntu Linux direi che possiamo partire da qui per una prova usando una semplice chiavetta usb per far avviare una versione live completa di questo sistema operativo senza intaccare la nostra installazione attuale di Windows sul disco locale.

 

Per questa prova di Ubuntu i requisiti minimi sono davvero esigui :

  • pc con processore dual core a 64 bit compatibile x86/x64 (Intel o Amd) con frequenza minima di 2 Ghz
  • 4 Gb di memoria ram
  • una porta Usb sul pc o un lettore dvd
  • una chiavetta Usb da almeno 4 Gb da dedicare
  • accesso ad internet

 

La prima cosa da fare è procedere con il download dell’ultima versione disponibile di Ubuntu Linux che in questo momento è la 20.04 Lts , cioè la versione di Aprile 2020 con supporto esteso (Long term Support), ciò significa che Canoical assicura patch di sicurezza ed aggiornamenti per il sistema operativo per 5 anni.

Il sito ufficiale da cui fare il download di Ubuntu è :

https://ubuntu.com/download/desktop

 

Una volta terminato il download avremo sul nostro pc un file .ISO da 2.5 Gb che si chiama

ubuntu-20.04-desktop-amd64.iso

ora non ci resta che masterizzarlo su un dvd vergine o copiarlo su una chiavetta Usb per avere la nostra copia avviabile di Ubuntu.

Per comodità e velocità di esecuzione scegliamo la seconda opzione ed usiamo una chiavetta Usb da 4 Gb per preparare il supporto di boot, per trasferire l’immagine ISO ci affidiamo all’ottimo programma free Rufus che potete scaricare da qui :

https://rufus.ie/downloads/

https://github.com/pbatard/rufus/releases/download/v3.10/rufus-3.10p.exe

il consiglio è di scaricare la versione portable di Rufus che non necessita di installazione (sono gli eseguibili che terminano con la lettera p nel repository che abbiamo specificato sopra).

Ora lanciamo Rufus e selezioniamo la chiavetta Usb da usare (attenzione che tutto il contenuto della chiavetta verrà cancellato !), quindi selezioniamo l’immagine ISO da utilizzare e poi i parametri di creazione del supporto avviabile, per questi ultimi possiamo tranquillamente lasciare il default, cioè :

Schema partizione = MBR

Sistema destinazione = BIOS o UEFI

File System = FAT32

quindi facciamo partire l’operazione con il bottone AVVIA in basso a destra :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se Rufus ci chiede di scaricare alcuni files aggiuntivi necessari per la creazione della nostra live usb key confermiamo pure il download da internet con il bottone SI :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla richiesta della modalità di scrittura immagine lasciamo pure il default (Scrivi in modo immagine ISO) e confermiamo con il bottone OK :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partirà quindi la copia dell’immagine ISO sulla chiavetta, il processo richiederà qualche minuto a seconda della velocità del pc e della chiavetta Usb utllizzata :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al termine dell’operazione avremo finalmente la nostra chiavetta usb avviabile, inseriamola nel pc che vogliamo usare per il live test di Ubuntu ed accendiamolo, alla partenza entriamo nel bios e selezioniamo l’avvio dalla chiavetta usb invece che dal disco interno (questa operazione varia da pc a pc, di solito si tratta di premere un tasto funzione F1, F2 …. F12 all’avvio o in rari casi altri tasti per accedere al menù di boot, esempio : ESC, TAB, INVIO; ecc… per maggiori dettagli su questa operazione controllate le informazioni a video o quelle fornite dal costruttore del pc / motherboard che state usando).

Nota : su alcuni pc potrebbe essere necessario disabilitare l’opzione SECURE BOOT nel Bios del sistema o non sarà possibile avviare Ubuntu dalla chiavetta usb.

Dopo pochi secondi dall’avvio di Ubuntu dalla chiavetta usb ci si presenterà questa videata in cui dovremo scegliere la lingua con cui intendiamo utilizzare il sistema operativo (italiano) e se vogliamo provare od installare sul disco locale Ubuntu, nel nostro caso visto che lo stiamo solo provando premiamo il bottone PROVA UBUNTU per continuare :

Ancora qualche secondo di pazienza e si presenterà il desktop di default di Ubuntu 20.04 come da videata che segue :

Qui potremo fare tutte le nostre prove nell’ambiente Ubuntu Linux con la certezza di non fare danni sul nostro disco locale, sarete sicuramente stupiti dalla fluidità e dalla velocità di questa nuova versione di Ubuntu anche su pc non recentissimi.

Il sistema live è inoltre già dotato di diversi software pre-installati nell’immagine ISO di Ubuntu tra cui :

Mozilla Firefox , Thunderbird , LibreOffice (Calc, Draw, Impress e Writer) , e molti altri

quindi è già un ambiente molto ricco per poter eseguire tutte le vostre prove di utilizzo del pc con questo sistema operativo.

Una volta soddisfatti dei vostri test se volete potrete procedere all’installazione di Ubuntu direttamente sul disco del vostro pc utilizzando sempre la chiavetta usb che abbiamo appena creato, prima però recuperate dal disco locale tutti i dati che volete salvare perchè l’operazione è distruttiva.

 

Per maggiori informazioni sull’utilizzo di Rufus fate riferimento anche a questo nostro articolo :

Creare chiavetta Usb avviabile di una immagine ISO

 

Se invece volete approfondire il discorso su Linux  :

Ubuntu : uno, nessuno e centomila

Distribuzioni Linux

 

Per concludere questo articolo su Ubuntu non posso che consigliarvi di provarlo perchè ne rimarrete sicuramente piacevolmente sorpresi, sono veramente lontani i tempi in cui un sistema operativo desktop Linux su pc era un ambiente ostico, oggi è tutto molto veloce, fluido, immediato ed intuitivo.

 

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Chrome come riavere indirizzo web completo #2 https://www.trickit.it/linux/chrome-come-riavere-indirizzo-web-completo-2 https://www.trickit.it/linux/chrome-come-riavere-indirizzo-web-completo-2#respond Fri, 29 May 2020 14:50:32 +0000 https://www.trickit.it/?p=5234

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E ci risiamo !

I programmatori di Google aggiornano Chrome alla versione 83 e scompare un’altra volta la possibilità di avere l’indirizzo URL completo nella barra degli indirizzi di questo browser !

Ma possibile che non capiscano che avere l’indirizzo web completo di un sito è una forma di sicurezza in più ? Che aiuti a distinguere i siti fasulli dagli originali ?

Vediamo come ripristinare per l’ennesima volta questa cosa.

 

Visto che succede spesso la cosa comincia a diventare noiosa….,  così per la cronaca vi riporto un altro nostro articolo che trattava lo stesso argomento :

Chrome come riavere indirizzo web completo

Il problema è che ogni volta vengono cambiate le voci e la procedura per ripristinare l’indirizzo web completo, con l’installazione della versione 83 vi troverete quindi in questa situazione in cui è scomparso per l’ennesima volta l’url completo del sito web che stiamo visitando :

Per riaverlo bisogna fare un copia e incolla di questo testo nella barra degli indirizzi :

chrome://flags/#omnibox-context-menu-show-full-urls

quindi nella pagina di settings che compare modificate la voce :

Context menu show full Urls

da Default ad Enabled

quindi confermate con il bottone in basso Relaunch  come da figura :

Al riavvio di Chrome posizionatevi col mouse sulla barra degli indirizzi e premete il tasto destro del mouse, quindi selezionate la voce :

Mostra sempre URL completi

che compare nell’ultima posizione del menù a discesa come da immagine :

e finalmente riavremo la visualizzazione completa dell’indirizzo :

Speriamo che questa sia l’ultima volta che ai programmatori (o al marketing ?) di Google viene la malsana idea di togliere questa utilissima funzione !

: – (

 

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Tracciare spedizione online https://www.trickit.it/varie/tracciare-spedizione-online https://www.trickit.it/varie/tracciare-spedizione-online#respond Fri, 22 May 2020 18:48:33 +0000 https://www.trickit.it/?p=5207

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Gli ultimi eventi legati al corona virus e la conseguente lunga quarantena hanno sicuramente dato ulteriore impulso al fenomeno degli acquisti online sui vari siti di e-commerce; questo ha messo in difficoltà (almeno nei primi tempi) la logistica dei vari corrieri e spedizionieri che spesso si sono trovati ad affrontare un numero di consegne molto più elevato rispetto alla solita mole di lavoro, la tracciabilità delle spedizioni dei nostri acquisti diventa quindi molto più importante per capire i ritardi e gli eventuali problemi riscontrati nel percorso del nostro pacco.

 

Per fortuna da anni i siti di ecommerce forniscono un numero di spedizione (o tracking number) che è un codice univoco che ci permette di tenere traccia di tutto l’iter della spedizione, dalla presa in carico del corriere fino alla consegna al nostro domicilio.

Il numero di spedizione è di solito una lunga sequenza alfanumerica e cambia da corriere a corriere, quindi se il nostro venditore non ha specificato nelle sue informazioni a chi ha affidato il nostro pacco (capita spesso con quelli che arrivano dall’estero) diventa complicato fare il tracking della spedizione, per rimediare a questa situazione ci sono dei siti online che permettono di tracciare le spedizioni di moltissimi corrieri interfacciandosi direttamente ai loro database, vediamone alcuni :

uno dei più famosi è sicuramente 17track che è accessibile a questo indirizzo :

https://www.17track.net/it

una volta caricato avremo una pagina simile a questa , quindi inserito il nostro numero di spedizione (esempio 1Z4F169W68031xxxxx) basterà premere il bottone TRACCIA in basso a destra per iniziare il tracking del nostro pacco :

dopo pochi secondi comparirà una videata con tutte le informazioni relative alla nostra spedizione, dalla sorgente alla destinazione, con specificate anche tutte le tappe intermedie da cui è passato il nostro pacco, un esempio è riportato qui sotto :

quindi nel nostro caso anche senza conoscere lo spedizioniere abbiamo rilevato che il pacco è partito da Carpi in data 7 Maggio con corriere Ups ed è stato recapitato a destinazione 4 giorni dopo (11 Maggio) passando per i centri di smistamento Ups di Carpi e Milano.

Il nostro esempio riporta una spedizione conclusa ed andata a buon fine, in caso contrario avremmo comunque potuto controllare dove si era “perso” il nostro pacco o se era ancora in transito.

Altri servizi web simili che permettono di fare il tracking di una spedizione generica (senza quindi conoscere il corriere o spedizioniere usati) sono :

https://www.1tracking.net/en

https://track24.net/

 

Se invece il vostro venditore è italiano e sapete qual’è il corriere utilizzato per la spedizione potete fare riferimento direttamente alla pagina di tracking delle spedizioni sui siti web dei corrieri italiani, per comodità riportiamo qui di seguito in ordine alfabetico un elenco (parziale) dei maggiori corrieri italiani :

https://www.brt.it/it/tracking

https://www.dhl.com/it-it/home/tracciabilita.html

https://www.fedex.com/it-it/tracking.html

https://www.gls-italy.com/it/servizi-per-destinatari/ricerca-spedizione

https://tracking.nexive.it/

https://www.poste.it/cerca/index.html

https://www.sda.it/wps/portal/Servizi_online/ricerca_spedizioni?locale=it

https://www.tnt.it/tracking/Tracking.do

https://www.ups.com/it/it/services/tracking.page

 

Diciamo che questi servizi sono una bella comodità perchè è pur vero che potrà capitare (raramente) di perdere qualche pacco ma almeno con queste informazioni sapremo dove e potremo sollecitare il corriere od il venditore per la consegna della nostra merce.

 

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Mac OS impossibile installare programma https://www.trickit.it/applemac/mac-os-impossibile-installare-programma https://www.trickit.it/applemac/mac-os-impossibile-installare-programma#respond Sat, 16 May 2020 08:20:48 +0000 https://www.trickit.it/?p=5182

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Nelle ultime versioni del sistema operativo Mac OS di Apple è stata abilitata di default la possibilità di installare programmi / applicazioni scaricate solo dall’Apple Store o da sviluppatori identificati.

Questa è una buona cosa perchè in questo modo tutti i programmi pericolosi contenenti malware o virus non si possono installare in automatico anche se l’utente conferma la loro esecuzione, però potrebbe limitare anche l’installazione di alcuni programmi regolari che non sono stati registrati con Apple, vediamo cosa fare in questi casi.

 

Gli errori che compaiono a video sulle macchine dotate di Mac OS 10.14 o successivi cercando di installare uno di questi software di sviluppatori “sconosciuti” ad Apple sono :

Impossibile aprire “Nome_programma” perchè proviene da uno sviluppatore non identificato

oppure

“Nome_programma” è danneggiato e non può essere aperto

Questo comportamento permette di tenere al sicuro il Mac dall’installazione di software malevolo (è la funzione Gatekeeper del sistema operativo), ma se siamo sicuri di quello che vogliamo installare dobbiamo sbloccare la voce

Preferenze di Sistema > Sicurezza e Privacy -> Generali -> Consenti app scaricate da : -> Dovunque

ma come potete vedere dall’immagine qui sotto la voce Dovunque è stata tolta di default da Apple nelle ultime versioni di Mac OS e quindi ora il sistema vi permette l’installazione di programmi SOLO dall’Apple Store o da sviluppatori identificati :

per evitare questo blocco e riavere ancora la voce Dovunque che ci serve dobbiamo agire dal terminale collegati con un utente con diritti amministrativi sul Mac, quindi lanciate il terminale da :

Applicazioni -> Utility -> Terminale

e al prompt dei comandi del terminale digitate :

sudo spctl –master-disable

alla richiesta della password digitatela (anche se non la vedrete a video) e confermate con Invio, quindi chiudete pure il terminale e riaprite la finestra delle preferenze di sistema :

Preferenze di Sistema > Sicurezza e Privacy -> Generali

qui vedrete finalmente riapparire la voce Dovunque (perchè Gatekeeper è stato disabilitato con il comando che abbiamo appena digitato nel terminale)

Selezionatela e procedete quindi con l’installazione del vostro programma che ora procederà senza ulteriori blocchi da parte del sistema operativo.

Al termine dell’installazione vi consiglio di riattivare la funzionalità Gatekeeper basta riaprire il terminale e digitare questo comando :

sudo spctl –master-enable

 

NOTA : fate molta attenzione a cosa installate con Gatekeeper disabilitato e procedete SOLO se siete assolutamente sicuri che il vostro software non contiene malware o virus perchè disabilitando questo componente di sicurezza di Mac OS il sistema non sarà in grado di verificare l’autenticità dello sviluppatore del software.

 

Per maggiori informazioni potete anche fare riferimento a questi articoli tecnici di Apple :

https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh40596/10.15/mac/10.15

https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh40616/mac

https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh40617/10.15/mac/10.15

 

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Verificare funzionamento webcam online https://www.trickit.it/linux/verificare-funzionamento-webcam-online https://www.trickit.it/linux/verificare-funzionamento-webcam-online#respond Fri, 08 May 2020 16:37:17 +0000 https://www.trickit.it/?p=5194

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Sempre nell’ottica delle videoconferenze che negli ultimi tempi a causa del virus covid sono diventate un’operazione quotidiana per molti utenti,oggi vediamo come verificare in maniera veloce e sicura il funzionamento della webcam del pc di un utente usando un servizio web online.

Il test funziona sia con le webcam integrate nei pc portatili che con le webcam esterne collegate via usb ai pc desktop.

 

La verifica del funzionamento della webcam con un servizio web online ci permette di escludere eventuali problemi hardware della stessa e ci assicura il suo corretto funzionamento nel nostro browser,  escludendo quindi anche problemi od incompatibilità a livello software o di sistema operativo.

Uno dei siti web più immediati che mette a disposizione questo tipo di verifica è quello di Iobit che potete trovare a questo indirizzo :

https://www.iobit.com/it/webcam-test.php

Una volta caricata la pagina nel vostro browser (nel nostro esempio usiamo Mozilla Firefox ma funziona con qualsiasi browser) vi ritroverete una videata simile a questa :

Per iniziare il test della webcam basta premre il simbolo della stessa che trovate in basso a destra nella pagina, quindi dovrete autorizzare l’uso della webcam quando compare una richiesta di sicurezza nel browser come da immagine seguente :

Basta premere il bottone CONSENTI per autorizzare l’uso della webcam, in seguito in basso a destra comparirà finalmente la visualizzazione della ripresa in tempo reale della nostra webcam, se ci vediamo significa che la webcam è perfettamente funzionante a livello di sistema operativo e browser come da immagine di esempio che segue :

Cliccando sull’immagine della ripresa in basso a destra la stessa verrà aperta a tutto schermo nel browser, per uscire dalla visualizzazione a tutto schermo basta premere il tasto Esc.

 

Questo test di funzionamento è velocissimo e ci permette di capire se ci sono problemi con la nostra webcam o se tutto sta funzionando a dovere, altri siti web simili che fanno praticamente la stessa funzione sono :

https://it.webcamtests.com/

https://webcammictest.com/

 

E se la verifica passa i vostri utenti non avranno più scuse per non mostrarsi anche in video alla prossima videoconferenza !

: – )

 

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Recupero spazio disco partizione di ripristino https://www.trickit.it/windows/recupero-spazio-disco-partizione-di-ripristino https://www.trickit.it/windows/recupero-spazio-disco-partizione-di-ripristino#respond Thu, 30 Apr 2020 18:53:44 +0000 https://www.trickit.it/?p=5121

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(Visite totali: 93. Ultimi 30 giorni: 20)
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Moltissimi nuovi pc portatili montano finalmente dei dischi SSD al posto dei tradizionali hard disk magnetici, questo comporta delle performance ottime su questi notebook, però i produttori per ora sembra che stiano installando degli SSD di piccola capacità (immagino per contenere i costi di produzione e per avere un prezzo sul mercato appetibile).
Quindi oggi vediamo come recuperare dello spazio prezioso su questi SSD cancellando la partizione di ripristino del pc (dopo avere fatto un’immagine del disco ovviamente ! )

 

Il problema delle partizioni di ripristino create dai produttorei dei pc è che pur essendo utili per poter reinstallare la macchina in caso di problemi occupano molto spazio sul disco e nel caso dei piccoli SSD è proprio un peccato “sprecare” tutto questo spazio per una partizione che probabilmente non ci servirà mai, quindi vediamo come recuperare questo prezioso spazio disco per i nostri dati.

La prima cosa da fare è salvare l’immagine attuale del disco interno del pc su un disco esterno in modo da avere un backup totale della macchina in caso la dovessimo reinstallare da zero, per questa operazione potete usare vari programmi di imaging come Aomei Backupper, Acronis TrueImage, Symantec Ghost, Easeus Todo, Macrium Reflect, Clonezilla, ecc…

Una volta che abbiamo il nostro backup procediamo lanciando la procedura di gestione dischi di Windows con il comando :

start -> esegui -> diskmgmt.msc

ci troveremo di fronte ad una finestra simile a questa in cui come potete notare abbiamo un piccolo disco SSD da 240 Gb all’interno del nostro pc (nell’esempio si trattava di un portatile Lenovo) con una partizione di ripristino che occupava ben 19 Gb !, quindi quasi il 10% del disco era utilizzato SOLO per la partizione di ripristino !
Troppo direi…..

Purtroppo dall’interfaccia grafica di Windows non è possibile rimuovere direttamente le partizioni di ripristino perchè sono protette, quindi chiudiamo pure questa finestra e spostiamoci sulla riga di comando per poter effettuare l’operazione, lanciamo il prompt dei comandi (come amministratore) con :

start -> esegui -> cmd

ed al promot eseguiamo il programma :

diskpart

seguito dal comando :

list disk

per avere un elenco dei dischi presenti nel nostro pc (nel nostro caso è solo uno come da immagine)

digitiamo ora :

select disk 0

per selezionare il disco su cui operare (anche se nel nostro esempio non sarebbe necessario in quando esiste un solo disco, ma è solo per farvi capire la sequenza completa delle operazioni da usare in diskpart nel caso aveste più dischi nella macchina)

quindi diamo il comando :

list partition

per avere un elenco delle partizioni presenti sul nostro disco, dall’immagine si vede bene come esistano 3 partizioni sul disco, la numero 1 (261 Mb) è dedicata al sistema per il boot, la numero 2 è la partizione C: dove c’è installato il sistema operativo Windows ed i nostri dati ed è grande 203 Gb, mentre la numero 3 è la partizione di ripristino da 19 Gb (quella che vogliamo cancellare per recuperare spazio) :

ora procediamo con la selezione della partizione su cui vogliamo operare, nel nostro caso è la numero 3, quindi il comando sarà :

select partition 3

seguito poi dal comando di cancellazione della partizione :

delete partition override

notate il parametro opzionale override che va specificato proprio per riuscire a rimuovere le partizioni protette come quella di ripristino, senza questo parametro la partizione non verrebbe rimossa e WIndows vi darebbe un messaggio di errore

una volta rimossa la partizione con conferma positiva da parte del sistema possiamo uscire sia dal programma diskpart che dal prompt dei comandi , basta digitare per 2 volte il comando :

exit

Torniamo ora alla parte grafica di gestione del disco con il comando :

start -> esegui -> diskmgmt.msc

e notiamo subito che la partizione di ripristino non esiste più ed al suo posto risulta dello spazio non allocato sul disco, per assegnare il nuovo spazio al nostro volume C: basta selezionare la partizione di Windows e poi premere il tasto destro del mouse, quindi nel menù a discesa che compare selezioniamo la voce :

Estendi volume

coma da immagine :

partitrà un wizard guidato per l’operazione, confermiamo pure con :

Avanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ora compare una finestra in cui è già selezionato lo spazio disco che è possibile allocare in coda al nostro volume C: per espanderlo, i valori sono già impostati al massimo (nel nostro caso 19 Gb – 19961 Mb), quindi non resta che confermare sempre con :

Avanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

e finalmente dopo una brevissima elaborazione ci troveremo con tutto lo spazio che prima era dedicato alla partizione di ripristino aggiunto al nostro volume C: , nel nostro esempio siamo passati da 203 Gb del volume C: a ben 223 Gb, quindi con un bel guadagno di spazio come si vede dalla seguente figura :

L’operazione appena descritta ovviamente è molto delicata ma vale la pena di eseguirla se il vostro pc ha un piccolo SSD e volete sfruttare tutto lo spazio disponibile rinunciando alla partizione di ripristino del produttore, quindi procedete con cautela, seguite tutti i passaggi e se avete dei dubbi o qualcosa non vi torna fermatevi e consultate un tecnico o qualcuno che ne sa più di voi, lavorare sulle partizioni è sempre abbastanza pericoloso.

Volendo potete anche rifare una nuova immagine disco del vostro pc da tenere come backup, immagine che ora sarà anche molto più piccola non dovendo includere la partizione di ripristino che abbiamo tolto.

 

ATTENZIONE : questa procedura rimuove in maniera definitiva e senza possibilità di recupero la partizione di ripristino del vostro pc, quindi procedete SOLO se siete consapevoli di quello che state facendo e se vi siete fatti precedentemente un backup dell’intera immagine del disco del vostro pc da usare come restore totale in caso di problemi.

 

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Abilitare tastiera virtuale su Windows 10 https://www.trickit.it/windows/abilitare-tastiera-virtuale-su-windows-10 https://www.trickit.it/windows/abilitare-tastiera-virtuale-su-windows-10#respond Fri, 24 Apr 2020 19:22:43 +0000 https://www.trickit.it/?p=5039

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Per default Windows 10 visualizza la tastiera virtuale su un pc solo se questo è in esecuzione in modalità tablet o se non individua una tastiera fisica collegata alla macchina, in alcuni casi però potrebbe essere utile aggiungere la visualizzazione della tastiera virtuale anche su un pc desktop o su un notebook, per forzare questo comportamento basta una piccola modifica al registry.

 

La tastiera virtuale sempre attiva anche in modalità desktop potrebbe tornarvi utile se state usando un pc in modalità chiosco multimediale o se il pc è in uso a un utente che ha problemi di digitazione, come sempre le cose che non si riescono a fare in Windows dall’interfaccia grafica vanno abilitate agendo direttamente sul registry.

Lavorando come amministratore della macchina fate un copia e incolla del testo seguente nel Blocco Note e quindi salvate il file sul desktop con un nome a vostra scelta (esempio tastiera.reg), l’importante è che il file sia salvato con l’estensione .REG

 

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\TabletTip\1.7]
“EnableDesktopModeAutoInvoke”=dword:00000001
“TipbandDesiredVisibility”=dword:00000001

 

Ora fate un doppio click sul file .REG che avete appena salvato e confermate l’inserimento delle chiavi nel registry di Windows, quindi riavviate la macchina, alla ripartenza apparirà nell’angolo in basso a sinistra il simbolo della tastiera virtuale come da immagine :

 

 

 

 

 

cliccando sul simbolino della tastiera si aprirà a video la nostra tastiera virtuale che potremo gestire con mouse, trackball o premendo direttamente sui tasti se abbiamo a disposizione uno schermo touch screen :

tutto qui, le 2 voci del registry che regolano questo comportamento sono i valori DWORD in questi percorsi che forzano la visualizzazione della tastiera virtuale quando sono entrambi impostati al valore 1 (uno) :

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\TabletTip\1.7\EnableDesktopModeAutoInvoke

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\TabletTip\1.7\TipbandDesiredVisibility

 

Nel caso vogliate spegnere questa impostazione riportando Windows al comportamento di default entrate nel registry e rimettete a 0 (zero) i 2 valori, se invece preferite non agire sul registry fate il solito copia incolla del testo qui sotto e salvate un nuovo file sul desktop con estensione .REG che poi sarà da importare nel sistema con un doppio click (come fatto in precedenza) :

 

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\TabletTip\1.7]
“EnableDesktopModeAutoInvoke”=dword:00000000
“TipbandDesiredVisibility”=dword:00000000

 

Alla fine ricordatevi di cancellare dal desktop il file .REG temporaneo che avevate creato, non serve più.

 

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