Trick IT https://www.trickit.it 1001 trucchi per il mondo IT Fri, 15 Nov 2019 20:05:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.4 https://www.trickit.it/wp-content/uploads/2019/01/trickit_icona-100x100.jpg Trick IT https://www.trickit.it 32 32 Personalizzare profilo default in Windows 10 https://www.trickit.it/windows/personalizzare-profilo-default-in-windows-10 https://www.trickit.it/windows/personalizzare-profilo-default-in-windows-10#respond Fri, 15 Nov 2019 20:05:28 +0000 https://www.trickit.it/?p=4806

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Nelle passate edizioni di Windows era relativamente facile modificare il profilo di default sostituendolo con un profilo che era stato personalizzato da noi in modo che tutti i futuri utenti aggiunti alla macchina avessero sempre le stesse impostazioni, gli stessi programmi, icone sul desktop, colori, sfondi, ecc…

Da Windows 8 in poi questa cosa è diventata sempre più difficile per non dire impossibile con Windows 10, però con qualche difficoltà è ancora possibile avere un profilo di default personalizzato alle proprie esigenze.

 

Iniziamo col dire che la procedura non è ufficiale e quindi ovviamente non è supportata da Microsoft, ma dopo varie installazioni possiamo confermarvi che è perfettamente funzionante e che non comporta nessun problema, se non alcuni lievi inconvenienti che vedremo alla fine dell’articolo.

Inoltre è piuttosto complessa quindi seguite tutti i  passaggi con attenzione o non avrete il risultato sperato.

Ovviamente dobbiamo lavorare su un pc che non faccia parte di un dominio di rete e gli utenti creati devono essere locali sulla macchina, solo in un secondo tempo potrete mettere il pc nel dominio aziendale (nel caso fosse necessario).

– collegatevi sul pc con l’utente Administrator se non lo avete ancora attivato / usato collegatevi con altro
utente che faccia parte degli amministratori e quindi abilitate l’utente Administrator, si fa dal prompt dei comandi
(start -> esegui -> cmd.exe)   digitando :
net user administrator /active:yes
quindi scollegatevi e ricollegatevi come Administrator

– abilitate l’utente associato al profilo di default con il seguente comando (sempre dal prompt cmd) :
net user defaultaccount /active:yes

– create un nuovo profilo utente che faccia parte del gruppo Administrators locale, lo useremo per l’installazione di tutti i programmi e per personalizzare il profilo di default usato da Windows, si fa da
start -> esegui -> compmgmt.msc
Utenti e gruppi locali -> Utenti -> tasto dx -> Nuovo utente
compilate i campi necessari (nome utente, password, cambiamento password, scadenza password, ecc..) come da figura, nel nostro esempio l’utente si chiamerà USER :

 

– aggiungete l’utente appena creato al gruppo administrators, basta fare doppio click sull’utente USER e selezionare il tab Membro di e poi aggiungere il gruppo Administrators locale confermando con OK tutte le finestre aperte come da immagine :

 

– Scollegatevi e ricollegatevi alla macchina con il nuovo utente USER appena creato, installate sul pc tutti i programmi che vi serviranno (browser, acrobat, office, ecc…) e personalizzateli, sistemate anche tutti gli altri settaggi di Windows (desktop, sfondi, screen saver, opzioni energia, menù programmi, ecc….), insomma sistemate Windows come volete che appaia a tutti i vostri utenti.

Ovviamente vi consiglio in questa fase di installare (se non lo avete già fatto in precedenza) anche Classic Shell o Classic Start in modo da avere una interfaccia migliore e più professionale per il menù Start di Windows, per maggiori info :

Classic Shell

Classic Start

– Una volta terminato il lavoro di personalizzazione di Windows scollegatevi da USER e ricollegatevi sulla
macchina come Administrator

– Aprite Esplora File (start -> esegui -> explorer.exe) e posizionatevi nel percorso ;
C:\USERS\
(equivalente alla C:\UTENTI\ in italiano)
e rinominate la cartella del profilo di default attuale con un altro nome in modo da avere una copia del profilo di
default originale nel caso qualcosa andasse male, esempio rinominatela da DEFAULT a DEFAULT.BAK

– Ora sempre nella cartella C:\USERS\ fate un copia e incolla della cartella USER, cioè del profilo utente che abbiamo usato in precedenza per la personalizzazione, quindi avremo nel nostro caso una nuova cartella che si chiamerà :
USER – Copia
(ignorate pure i files che il sistema non riuscirà a copiare, si tratta di Edge e di altre app che non ci interessano per il momento, come da immagine)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– Al termine dell’operazione rinominate la cartella USER – Copia in Default

– Selezionate la cartella Default , tasto destro del mouse ,
Proprietà -> Sicurezza -> Avanzate
e cambiate il proprietario da SYSTEM ad Administrator confermando con OK come da immagini seguenti :

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– Verificate per scrupolo (anche se già dovrebbero essere così) che le autorizzazioni sulla cartella Default
siano consentite per i gruppi Everyone e Users per i diritti di :
Lettura ed esecuzione
Visualizzazione contenuto cartella
Lettura

come da immagine che segue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nel caso non fossero così modificatele di conseguenza

– chiudete tutte le finestre che erano rimaste aperte confermando con OK

– Aprite regedit (start -> esegui -> regedit) e posizionatevi sulla chiave
HKEY_LOCAL_MACHINE

– Selezionate dal menù la voce File -> Carica hive e scegliete il file
C:\USERS\DEFAULT\NTUSER.DAT

come da esempio :

– Alla richiesta del nome da assegnare per l’hive da caricare date pure USER

– Posizionatevi sulla chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\USER e selezionate dal menù il comando File -> Esporta ,
assegnate un nome e un percorso al file di testo .REG da esportare, nel nostro esempio sarà C:\TEMP\USER.REG
come da immagine che segue :

– Ora minimizzate la finestra di regedit ma NON chiudetela !

– Lanciate il Blocco Note   (start -> esegui -> notepad.exe)
ed aprite il file USER.REG che abbiamo appena esportato per modificarlo

– Selezionate dal menù superiore Modifica -> Sostituisci ed impostate i parametri richiesti con :
Trova = C:\\Users\\User
Sostituisci con = %USERPROFILE%
e confermate col bottone [Sostituisci tutto] come da esempio :

in questo modo rendete generico il profilo Default che avete copiato dall’utente User, il profilo diventa quindi non dipendente da un percorso fisso sul disco perchè la variabile di sistema %USERPROFILE% conterrà il percorso del profilo utente generato in modo dinamico a seconda dell’utente che fa il login

– Chiudete il Blocco Note e salvate il file USER.REG modificato

– Riaprite la finestra di regedit che avevate minimizzato in precedenza ed importate il file che avete appena salvato con il comando File -> Importa  , selezionate il file (nel nostro esempio è C:\TEMP\USER.REG) e confermate col bottone [Apri] come da figura :

– Verificate che il file sia stato correttamente importato, dovreste avere un messaggio come questo :

 

 

 

 

 

– Scaricate l’hive USER nel file NTUSER.DAT da cui lo avevamo preso con il comando File -> Scarica hive e confermate con Si come da immagine :

– chiudete regedit

– Aprite Esplora file e posizionatevi nel percorso C:\USERS\ , selezionate la cartella Default , tasto destro del mouse , Proprietà -> Sicurezza -> Avanzate  e cambiate il proprietario da Administrator a SYSTEM confermando con OK come avevamo fatto in precedenza ma questa volta ripristinando SYSTEM come proprietario, la procedura è visibile nelle seguenti immagini :

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– chiudete tutte le finestre che erano rimaste aperte confermando con OK

– Aprite un prompt dei comandi (start -> esegui -> cmd) e digitate in sequenza :
C:
CD \USERS\
ATTRIB +H +S Default
in questo modo il profilo di default tornerà ad essere una cartella di sistema nascosta.

 

Ecco fatto ! da ora in poi ogni nuovo utente creato sulla macchina userà come profilo di default quello personalizzato da noi (e quindi si ritroverà con tutti i programmi di Windows e settaggi vari già a posto), per verificarlo basta creare un nuovo utente e fare il login sul sistema, se abbiamo fatto la procedura corretta ci ritroveremo il desktop di Windows identico a quello dell’utente USER usato come modello.

Come dicevamo in precedenza questa procedura non è ufficiale e presenta al momento questi piccoli inconvenienti :

  • le app predefinite verranno comunque resettate al primo login del nuovo utente, esempio se avevate impostato Firefox come browser di default dopo vi ritroverete ancora Microsoft Edge come browser, quindi sarà necessario re-impostare tutte le app predefinite con le nostre
    (tanto per capirci quelle che trovate nel menù  Impostazioni Pc -> App -> App predefinite)
  • il browser Microsoft Edge non funzionerà, non è chiaro perchè ma questa procedura sembra renderlo inutilizzabile, di solito non parte più lanciandolo…. se comunque vi serve per forza lo potete ripristinare come avevamo già spiegato qui in passato :
    Cosa fare se Edge non funziona
  • alcune app di uso non aziendale potrebbero non funzionare più (es. Spotify, ecc…) anche in questo caso forse basta reinstallarle per ripristinarne il funzionamento, sinceramente non ho indagato molto la cosa perchè in ambito aziendale non servono….

 

Ricordiamo che la procedura ufficiale di Microsoft prevede di passare dal sysprep, è molto lenta , complicata e purtroppo ha anche lei qualche grossa limitazione con Windows 10, per maggiori informazioni potete fare riferimento a questo loro documento tecnico :

https://docs.microsoft.com/it-it/windows-hardware/manufacture/desktop/customize-the-default-user-profile-by-using-copyprofile

 

E’ comunque sicuro che poter creare un profilo predefinito per tutti i nostri utenti sia un grandissimo risparmio di tempo, vero è che purtroppo Microsoft con Windows 10 ci ha complicato un  po’ la vita (ed infatti la procedura qui sopra descritta non è proprio velocissima), ma credetemi se gestite molti computer ed utenti in azienda il tempo impiegato per la personalizzazione del profilo si ripagherà immediatamente !

: – )

 

Nota la procedura è stata usata con successo su Windows 10 professional release 19-03 e non ha evidenziato criticità.

 

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Outlook 365 visualizza nomi cartelle in inglese https://www.trickit.it/windows/outlook-365-visualizza-nomi-cartelle-in-inglese https://www.trickit.it/windows/outlook-365-visualizza-nomi-cartelle-in-inglese#respond Fri, 08 Nov 2019 20:15:37 +0000 https://www.trickit.it/?p=4794

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Al primo avvio di Outlook 365 dopo l’installazione potreste ritrovarvi con i nomi delle cartelle della vostra casella di posta elettronica in inglese invece che in italiano,è dovuto ad una impostazione lato server.

In pratica vedrete la cartella INBOX invece di POSTA IN ENTRATA, SENT ITEMS invece di POSTA INVIATA, ecc… per risolvere velocemente basta digitare un comando sul vostro client.

 

Il problema capitava a volte anche con le precedenti versioni di Outlook ma sembra essersi intensificato con le ultime versioni, in pratica aprendo il vostro client di posta Outlook vi ritroverete tutti i nomi delle cartelle in inglese come da immagine che segue :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se invece preferite (come ovvio) avere i nomi delle cartelle in italiano dovete fare queste operazioni :

  • chiudete Outlook ed attendete qualche secondo perchè sulle macchine lente anche la chiusura del programma può richiedere qualche istante
  • quindi lanciate questo comando :
    start  ->  esegui  ->  Outlook.exe /resetfoldernames
  • Outlook ripartirà ed ora tutte le cartelle saranno visualizzate in italiano come da esempio :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Normalmente questa procedura è più che sufficiente per ripristinare le cose, in caso non risolviate dovete invece fare riferimento a questo documento tecnico di Microsoft che suggerisce altri step da seguire per i casi più ostici che possono capitare :

https://docs.microsoft.com/it-it/outlook/troubleshoot/folders/incorrect-folder-names

https://docs.microsoft.com/en-us/outlook/troubleshoot/folders/incorrect-folder-names

 

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https://www.trickit.it/windows/outlook-365-visualizza-nomi-cartelle-in-inglese/feed 0
Windows : processo spoolsv.exe occupa cpu al 100% https://www.trickit.it/windows/windows-processo-spoolsv-exe-occupa-cpu-al-100 https://www.trickit.it/windows/windows-processo-spoolsv-exe-occupa-cpu-al-100#respond Fri, 01 Nov 2019 19:59:27 +0000 http://www.trickit.it/?p=4553

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Nella normale attività di una macchina Windows (pc o server che sia) nessun processo dovrebbe mai occupare la cpu al 100% se non per brevi periodi di tempo (a meno che siano processi particolari legati a programmi di calcolo, grafica, elaborazione video, database, ecc… che stanno lavorando), quindi se sulla vostra macchina Windows trovate che il processo spoolsv.exe (Print Spooler) è sempre al 100% come occupazione della cpu significa che c’è qualcosa che non sta funzionando correttamente.

 

DI solito quando il processo spoolsv.exe , che corrisponde al servizio Spooler di Stampa (Print Spooler) di gestione delle code di stampa su Windows, è sempre al 100% come utilizzo della cpu significa che nelle code di stampa di una delle nostre stampanti c’è un file corrotto che il servizio non riesce a processare in maniera corretta.

Questa cosa potrebbe capitarvi più frequentemente su macchine che hanno definito molte stampanti di rete da gestire (esempio nei file / print server aziendali), oppure se la macchina Windows si blocca o si spegne improvvisamente mentre sta stampando.

Per risolvere il problema basta cancellare dalle code di stampa tutti i files in coda in modo da eliminare quello problematico, gli step da fare sono :

  • collegatevi alla macchina come Amministratore
  • eseguite la console di gestione dei servizi :
    start -> esegui -> services.msc
  • cercate nell’elenco che compare il servizio
    Spooler di Stampa
    (o Print Spooler se siete su un server in inglese)
  • tasto destro e fermate il servizio con Arresta / Stop
  • ora posizionatevi nel percorso :
    C:\WINDOWS\SYSTEM32\SPOOL\PRINTERS\
  • qui dovreste trovare dei files con estensione .SHD e .SHL, cancellateli pure, sono i processi di stampa ancora in coda, tra questi c’è quello che vi crea problemi
  • fate ripartire il servizio di stampa tornando alla finestra della console di gestione dei servizi, tasto destro su Spooler di Stampa e selezionate Avvia / Start

 

Verificate l’utilizzo della cpu sulla vostra macchina e controllate che il processo spoolsv.exe non sia più al 100% come occupazione.

Per svuotare le code di stampa potete anche usare un file batch, ne avevamo parlato in passato in questo post :

Svuotare lo spool di stampa

Se invece il problema dovesse ripertersi ancora nel tempo controllate i drivers delle stampanti che avete definito sul sistema (che siano corretti ed aggiornati) , verificate che il collegamento tra pc / server e le stampanti sia affidabile ed infine nel caso dei server controllate la configurazione del client che provoca l’errore di stampa nel caso il problema si presenti sempre con stampe che arrivano dallo stesso client di rete.

 

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Office lento o instabile dopo altra installazione https://www.trickit.it/windows/office-lento-o-instabile-dopo-altra-installazione https://www.trickit.it/windows/office-lento-o-instabile-dopo-altra-installazione#respond Fri, 25 Oct 2019 19:13:49 +0000 https://www.trickit.it/?p=4669

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Alcuni utenti che hanno sempre usato Microsoft Office senza problemi segnalano una eccessiva lentezza dei programmi della suite (o addirittura dei crash delle applicazioni Word, Excel o Powerpoint) subito dopo l’installazione sul proprio pc di altri programmi di terze parti che si integrano con Office.

 

Il problema è sempre accaduto con tutte le versioni di Office (dalla 2010 fino alla 2019 / 365) ed è spesso legato ai componenti aggiuntivi che vengono appunto installati in Office da questi programmi di terze parti (es. Adobe Acrobat, Stampanti, Scanner, Ocr, Traduttori, Convertitori, ecc…) , alcune di questi componenti  possono essere utili (se non indispensabili) ma nella maggior parte dei casi si tratta solo di funzioni aggiuntive al pacchetto Office che non servono o che appunto lo rallentano in modo pesante e ne minano la stabilità.

Per tornare ad avere un Office reattivo ed affidabile sulla propria macchina è necessario procedere alla disabilitazione di questi componenti aggiuntivi , vediamo come fare nel caso di Excel, la procedura è comunque molto simile anche per Word e Powerpoint.

 

Lanciate il programma Excel , quindi selezionate FILE -> OPZIONI come da immagine :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

nella finestra che appare selezionate la voce COMPONENTI AGGIUNTIVI sulla sinistra e quindi nel riquadro in basso al centro (GESTISCI) selezionate la voce COMPONENTI AGGIUNTIVI COM confermando poi con il bottone VAI come da figura che segue :

apparirà ora una finestra in primo piano che riporta tutti i componenti aggiuntivi che sono stati aggiunti al nostro programma Excel, nel nostro esempio sono un componente di Adobe e 2 di OneNote, disabilitiamo tutti quelli che non ci interessano spuntando i relativi riquadi a sinistra (in particolare se vediamo un componente aggiuntivo che ha un nome che richiama uno dei programmi che abbiamo appena installato disabilitamolo senza indugio !) e quindi confermiamo con il tasto OK

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ora chiudiamo e riapriamo Excel e verifichiamo che sia tornato alla velocità originale, se così è abbiamo trovato il colpevole della lentezza del nostro Office !

Ovviamente nel nostro esempio abbiamo utilizzato Excel ma la procedura è valida anche per gli altri componenti della suite di Microsoft : Word, Powerpoint, ecc….

Nel caso invece avessimo perso qualche funzionalità aggiuntiva a cui eravamo abituati nessun problema, rientriamo nei componenti aggiuntivi e rimettiamo la spunta alla voce che ci manca in Office.

 

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Windows 10 : cosa fare se Edge non funziona https://www.trickit.it/windows/windows-10-cosa-fare-se-edge-non-funziona https://www.trickit.it/windows/windows-10-cosa-fare-se-edge-non-funziona#respond Fri, 18 Oct 2019 19:37:54 +0000 https://www.trickit.it/?p=4785

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Microsoft Edge è il nuovo browser di default presente nel sistema operativo Windows 10, in realtà è un app di cui non si sentiva proprio il bisogno visto che il mercato dei browsers è ormai orientato verso altri programmi.

Comunque se lo usate e a un certo punto smette di funzionare o continua a fare dei crash oppure ancora è diventato lentissimo sappiate che esiste una procedura per ripristinarlo allo stato iniziale.

 

Se volete ripristinare la funzionalità completa di Microsoft Edge sulla vostra macchina Windows 10 assicuratevi di eseguire queste operazioni sul vostro pc :

ATTENZIONE : questa procedura perderà alcune impostazioni di Edge, quindi fatela SOLO se è necessaria !

  • collegatevi con un utente amministratore della macchina su Windows 10
  • non aprite Edge !
  • assicuratevi di aver abilitato la visualizzazione dei files nascosti
    (Pannello di controllo -> Opzioni Esplora File -> Visualizzazione -> Cartelle e file nascosti)
  • aprite esplora file e posizionatevi nel percorso :
    C:\Users\NOMEUTENTE\AppData\Local\Packages\Microsoft.MicrosoftEdge_8wekyb3d8bbwe\
    troverete una cartella con un contenuto simile a questo
  • selezionate tutte le cartelle visualizzate e cancelliatele, se non riuscite a cancellare qualche cartella riavviate Windows (non aprite Edge) e riprovate
  • lanciate un prompt dei comandi di powershell :
    start -> esegui -> powershell.exe
  • fate copia e incolla del seguente testo nella finestra di powershell e confermate con INVIO per eseguire lo script :
    Get-AppXPackage -AllUsers -Name Microsoft.MicrosoftEdge | Foreach {Add-AppxPackage -DisableDevelopmentMode -register “$($_.InstallLocation)\AppXManifest.xml” -Verbose}
  • attendete il completamento dell’operazione, di solito ci vogliono pochi secondi e dovrebbe apparire una conferma simile a questa :
  • riavviate Windows
  • ricollegatevi e rilanciate Edge che ora dovrebbe ripartire senza problemi, al primo avvio potrebbe presentarsi una videata simile a questa in cui vi avvisa che avete perso alcune impostazioni di Edge (ovvio avendo  cancellato tutte le sue directory di riferimento) :

Ecco fatto ed Edge ritorna a funzionare !

Personalmente non apprezzo Edge e consiglio sempre altri browser agli utenti come l’ottimo Mozilla Firefox o Google Chrome ma se dovete usarlo per qualche motivo specifico e smette di funzionare ora sapete come ripristinarlo.

 

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Attenzione Mac OS 10.15 non supporta app a 32 bit https://www.trickit.it/applemac/attenzione-mac-os-10-15-non-supporta-app-a-32-bit https://www.trickit.it/applemac/attenzione-mac-os-10-15-non-supporta-app-a-32-bit#respond Fri, 11 Oct 2019 19:23:15 +0000 https://www.trickit.it/?p=4765

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In questi giorni Apple ha rilasciato la versione 10.15 (Catalina) del suo sistema operativo Mac OS usato sulle sue macchine portatili e desktop, quindi se avete una macchina recente vi verrà proposto in automatico l’upgrade del sistema operativo all’ultima versione, prima di procedere però controllate se sulla vostra macchina state usando ancora dei programmi a 32 bit perchè dopo l’aggiornamento questi programmi NON funzioneranno più in quanto Mac OS 10.15 è compatibile SOLO con applicazioni native a 64 bit.

 

La maggior parte dei programmi per Mac sono già da tempo a 64 bit però esistono ancora applicazioni molto diffuse che sono a 32 bit, quindi una volta che avrete fatto l’aggiornamento del vostro Mac a Catalina queste smetteranno di funzionare, quindi prima di confermare l’installazione dell’aggiornamento è meglio fare una verifica di quanti e quali programmi sono installati sulla macchina e sono ancora a 32 bit.

La procedura è abbastanza semplice, basta partire dal menù Apple in alto a sinistra e quindi selezionare :

Informazioni su questo Mac -> Resoconto di sistema -> Software -> Applicazioni

si aprirà una finestra simile a questa , basterà scorrere l’elenco nella parte centrale dove sono visualizzati tutti i programmi / applicazioni che abbiamo installato nel sistema e verificare per ognuno se la colonna sulla destra (64 bit Intel) riporta la voce NO, in quel caso significa che l’applicazione è a 32 bit e quindi poi non funzionerà più dopo l’aggiornamento a Mac OS 10.15 , nel nostro esempio vediamo Microsoft Excel versione 2011 :

Per poter avere ancora lo stesso programma ma in versione a 64 bit dovete controllare sul sito del produttore se esiste una versione a 64 bit del programma da scaricare ed installare (molti produttori le hanno), oppure fare l’upgrade ad una versione successiva del programma che sia sicuramente a 64 bit, sempre nel nostro esempio di Microsoft Office 2011 dovremo passare alla versione Mac di Office 365 o 2019 che sono nativamente già a 64 bit in quanto Microsoft non ha rilasciato (e non rilascerà) una versione a 64 bit del pacchetto Office 2011 per Mac.

 

Per maggiori informazioni sui cambiamenti apportati da Apple in Mac OS 10.15 potete fare riferimento a questo sito web :

https://www.apple.com/it/macos/catalina/

in fondo alla pagina trovate anche un elenco delle macchine Apple compatibili con questo aggiornamento.

 

Ovviamente come sempre il consiglio quando escono nuove versioni dei sistemi operativi (non solo Mac, anche WIndows !) è quello di NON aggiornare immediatamente tutte le macchine in produzione ma di provarlo su una macchina di test per capire quali sono i cambiamenti e se possono impattare (come in questo caso) sulla produttività delle persone in azienda.

 

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Controllo online partita iva (VAT) https://www.trickit.it/varie/controllo-online-partita-iva-vat https://www.trickit.it/varie/controllo-online-partita-iva-vat#respond Fri, 04 Oct 2019 16:55:30 +0000 https://www.trickit.it/?p=4692

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Oggi vediamo quali strumenti online possiamo utilizzare per verificare la correttezza di una parttita iva che ci è stata comunicata in modo da essere sicuri che appartenga veramente all’azienda che ci interessa; inoltre è possibile controllare anche il codice VAT (sempre partita iva è….) di un’azienda europea.

Infine proviamo a trovare il numero di partita iva partendo dal nome dell’azienda, quindi la ricerca al contrario.

 

Il primo sito web che possiamo usare per controllare la partita iva di un’azienda italiana è ovviamente quello dell’Agenzia delle Entrate che si trova a questo indirizzo :

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/IVerificaPiva.jsp

qui basta inserire il numero di partita iva da verificare, il solito captcha e confermare con [INVIA] :

immediatamente avremo la risposta dal sito che ci dirà se la partita iva è ancora attiva o è stata cessata e a chi corrisponde, nel nostro esempio si tratta dell’università di Bergamo come si vede qui sotto :

 

Nel caso dovessimo invece controllare la partita iva (VAT) di un’azienda estera (europea) dobbiamo usare questo servizio della comunità europea che si chiama VIES :

http://ec.europa.eu/taxation_customs/vies/?locale=it

qui andranno specificati lo stato ed il numero di partita iva da controllare e anche stato e numero di partita iva del richiedente (in realtà potete mettere gli stessi valori, non so perchè richiedano i dati del richiedente….) e quindi confermare con il pulsante [VERIFICARE] come da immagine :

anche qui dopo pochissimo avremo la nostra risposta sulla validità del numero inserito e sulla corrispondenza dell’azienda :

 

Vediamo ora come avere l’informazione contraria, cioè partendo dal nome di un’azienda come ricavare il suo numero di partita iva, la cosa è leggermente più complicata perchè inspiegabilmente l’Agenzia delle Entrate non mette a disposizione sul suo sito questo tipo di ricerca.

Una possibilità è controllare il sito web dell’azienda che ci interessa perchè se è italiana deve riportare obbligatoriamente in home page o in qualche sezione contatti del sito il suo numero di partita iva, usando sempre l’università di Bergamo come esempio carichiamo il loro sito web da qui :

https://www.unibg.it/

scorriamo tutta la pagina iniziale verso il fondo e nel footer in basso a destra troviamo tutti i dati della società tra cui anche la partita iva di cui abbiamo bisogno come si vede da questa immagine :

 

 

 

 

 

 

 

 

quindi in questo caso è stato facile ricavare la partita iva, ma se non conosciamo il sito web dell’azienda ?

Possiamo sempre fare una ricerca su Google o su altro motore di ricerca web mettendo il nome dell’azienda, spesso si trovano documenti online o pagine che riportano i dati societari e quindi anche la partita iva.

Un altro metodo ancora è affidarsi alla banca dati ufficiale delle camere di commercio che è consultabile a pagamento (dopo essersi registrat)i a questo indirizzo :

http://www.registroimprese.it/

Un’altra alternativa, gratuita in questo caso, è consultare la Guida Monaci che raccoglie i dati di moltissime aziende italiane (NON di tutte però, quindi fate attenzione) , la versione free la trovate a questo indirizzo web :

https://www.guidamonaci.it/gmbig/business-information/index.php

per avere la migliore probabilità di successo nella ricerca conviene cambiare il campo sulla sinistra in CONTIENE e quindi specificare il nome dell’azienda nel campo a destra.

 

Visto che parliamo di partita iva vi verrà la curiosità di sapere se esiste online anche un database che contenga i codici SDI da usare per la fatturazione elettronica partendo dal numero di partita iva, ebbene anche in questo caso inspiegabilmente l’Agenzia delle Entrate NON mette a disposizione questo dato anche se ovviamente lo conosce !

Misteri della burocrazia………

Vi ricordo però che se dovete emettere una fattura elettronica e non conoscete il codice SDI dell’azienda a cui la dovete mandare potete sempre lasciare il codice a 0000000 (7 zeri) e spedirla via PEC, per fortuna gli indirizzi PEC sono pubblici e li potete trovare con questa procedura che avevamo già spiegato in questo nostro post :

Come cercare indirizzi email PEC

 

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La protezione di Sandoxie ora è free https://www.trickit.it/windows/la-protezione-di-sandoxie-ora-e-free https://www.trickit.it/windows/la-protezione-di-sandoxie-ora-e-free#respond Fri, 27 Sep 2019 18:53:49 +0000 https://www.trickit.it/?p=4643

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SANDBOXIE è un programma di sicurezza storico che è sempre stato a pagamento (almeno per le funzioni evolute) , ora dopo vari cambi societari è stato acquisito da Sophos che ha deciso di rilasciarlo in versione completamente gratuita e in futuro dovrebbe anche diventare un progetto opensource !

Si tratta di un software che permette di creare su Windows un ambiente virtuale per il file system ed il registry in cui fare girare il browser o altri programmi da testare in modo che le modifiche apportate al nostro sistema  Windows non siano definitive ma confinate in un altro ambiente parallelo.

 

Questa impostazione di SANDBOXIE lo rende ideale per tutte quelle situazioni in cui si voglia navigare in assoluta sicurezza su qualche sito web strano, oppure sia necessario verificare il comportamento di qualche nuovo software di cui non siamo certi e che potrebbe contenere codice malevolo per la nostra macchina Windows.

Con SANDBOXIE possiamo fare tutte queste cose senza preoccuparci perchè i programmi eseguiti al suo interno non lasceranno modifiche permanenti al nostro disco di sistema (e al registry) ma saranno memorizzate in un altro percorso che potremo analizzare o cancellare una volta terminate le nostre prove.

Il programma si può scaricare da questo percorso (dopo una registrazione gratuita sul sito di Sophos) :

https://www.sandboxie.com/DownloadSandboxie

l’eseguibile (SandboxieInstall64-531-4.exe al momento di questo articolo) funziona su qualsiasi versione di Windows dalla 7 in poi, l’installazione è la solita classica, quindi una volta lanciato il programma avremo questa finestra da cui selezionare la lingua da usare :

 

 

 

 

 

 

 

proseguendo poi con la richiesta del percorso di installazione :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ed i soliti AVANTI per confermare :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fate attenzione solo alla fasa di installazione del driver e servizio usati da Sandboxie, se la macchina si blocca in questa fase (magari per un conflitto con qualche altro software di sicurezza) dovrete riavviarla in modalità provvisoria e rimuovere Sandboxie perchè significa che non è compatibile con il vostro antivirus o sistema di sicurezza (anche se sinceramente non mi è mai capitato).

 

Al termine dell’installazione vi troverete davanti ad una finestra simile a questa in cui è già stata creata la prima area virtuale (DefaultBox) :

potete pure chiuderla e lanciare invece l’icona Browser Web nell’area virtuale che vi ritroverete sul desktop di Windows :

 

 

 

 

 

 

questo farà partire una finestra del vostro browser di default (nel nostro caso Firefox) eseguita all’interno di Sandboxie, quindi una finestra di navigazione su internet perfettamente sicura che non lascerà tracce permanenti sulla vostra macchina :

notate come la finestra sia evidenziata con un colore diverso (se selezionata) e che il nome della finestra in esecuzione è preceduto e seguito dal carattere cancelletto # in modo che sia facilmente identificabile rispetto alle altre finestre normali aperte sul nostro pc

Facciamo ora una prova pratica per capire come funziona Sandboxie, selezioniamo lì’icona gialla del programma in basso a destra col tasto destro del mouse e qundi DefaultBox -> Avvia un programma :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

selezioniamo ed eseguiamo il Blocco Note (si trova in C:\WINDOWS\NOTEPAD.EXE)  :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

scriviamo un testo qualsiasi e salviamo il file , nel nostro esempio abbiamo creato un file C:\TEMP\prova.txt :

ora apriamo esplora risorse e cerchiamo nel nostro disco il file appena salvato nel percorso che avevamo scelto (C:\TEMP\) e NON lo troveremo !

Esatto !, non ci sarà perchè abbiamo eseguito il Blocco Note all’interno di Sandboxie e quindi il file sarà stato creato nel suo ambiente virtuale protetto (DefaultBox), per vedere il contenuto dell’ambiente parallelo selezioniamo sempre l’icona gialla di Sandboxie in basso a destra (col tasto destro del mouse) e quindi scegliamo DefaultBox -> Esplora il contenuto :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si aprirà una finestra di esplora risorse che ci mostra il contenuto dell’ambiente virtuale DefaulBox :

se navighiamo in drive -> C -> TEMP troveremo il file che avevamo creato in precedenza come da immagine qui sotto :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quindi Blocco Note che abbiamo eseguito in Sandboxie ha potuto si creare il file ma SOLO nell’ambiente virtuale e non sul disco reale del nostro pc, è chiaro che questo comportamento ci mette al sicuro da tutti quei programmi malevoli che vogliono corrompere la nostra macchina Windows, inoltre possiamo provare dei programmi nuovi senza “intaccare” la nostra installazione di Windows.

Ma dov’è fisicamente questo ambiente virtuale ?

E’ sempre sul nostro hard disk ovviamente ma in un percorso speciale :

C:\Sandbox\NomeUtente\DefaultBox\drive\C\

quindi volendo possiamo accedere ai files anche direttamente da qui, anche se è meglio passare sempre dall’interfaccia di Sandboxie.

Ovviamente una volta terminate le nostre prove possiamo “svuotare” l’ambiente virtuale (anche per risparmiare spazio sul disco se abbiamo copiato / creato files grandi) selezionando ì’icona gialla del programma in basso a destra col tasto destro del mouse e qundi DefaultBox -> Elimina contenuto , confermiamo e l’ambiente sarà svuotato :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sandboxie è sempre stato un ottimo programma di sicurezza, ora che è free diventa ancora più sfruttabile in ogni contesto, vero è che Windows 10 ora ha una propria sandbox nativa, però Sandboxie è sicuramente più completo e flessibile, inoltre ha molte altre funzioni che non abbiamo potuto esplorare in questo articolo, per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del programma :

https://www.sandboxie.com/

https://www.sandboxie.com/HowItWorks

https://www.sandboxie.com/HelpTopics

 

NOTA : anche se l’esecuzione all’interno di una sandbox vi protegge da codice ostile, se avete scaricato un file da internet prima di eseguirlo fate sempre un controllo online con VirusTotal o siti simili come descritto qui :

Controllare files sospetti con antivirus online

 

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Come disabilitare telemetria su Windows https://www.trickit.it/windows/come-disabilitare-telemetria-su-windows https://www.trickit.it/windows/come-disabilitare-telemetria-su-windows#respond Fri, 20 Sep 2019 19:14:50 +0000 https://www.trickit.it/?p=4626

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La telemetria, cioè l’analisi dei dati di utilizzo del pc che viene inviata a Microsoft, esiste da sempre in Windows 10 e ultimamente è stata reintrodotta anche su Windows 7 e 8.x con le ultime patch di WindowsUpdate rilasciate a Settembre 2019, purtroppo essendo le patch cumulative e segnalate come di sicurezza non è immediato spegnere la telemetria nei vecchi sistemi Windows, anche se come sempre una soluzione al nostro problema è possibile trovarla…..

 

Se tenete alla vostra privacy e non volete che Microsoft usi la telemetria sul vostro pc, cioè in parole povere se non volete che mamma Microsoft faccia un pò la spiona , dovete assolutamente spegnere la telemetria sulle vostre macchine WIndows.

Come dicevamo sopra le ultime patch rilasciate a settembre 2019 per WIndows 7 (KB4516033) e Windows 8.x (KB4516064) sono segnalate come importanti e relative alla sicurezza, però oltre a risolvere qualche problema di sicurezza hanno la contro-indicazione di abilitare la telemetria anche su questi sistemi operativi, non essendo possibile rimuoverle (rischieremmo di rendere meno sicura la nostra macchina !), vediamo almeno come disattivarle se non vogliamo nessuna forma di telemetria :

  • Lavorando come amministratori della macchina lanciate il task scheduler (l’utilità di pianificazione), la trovate in :
    START -> PROGRAMMI -> STRUMENTI DI AMMINISTRAZIONE -> UTILITA’ DI PIANIFICAZIONE
    (oppure dal prompt dei comandi lanciando TASKSCHD.MSC)
  • Ora espandete la selezione a sinistra :
    LIBRERIA UTILITA’ DI PIANIFICAZIONE -> MICROSOFT -> WINDOWS APPLICATION EXPERIENCE
  • Qui trovate 3 voci sul riquadro centrale che vanno tutte disabilitate con il tasto destro del mouse e selezionando DISATTIVA dal menù a discesa che compare, le 3 voci da disabilitare sono :
    AITAGENT
    MICROSOFT COMPATIBILITY APPRAISER
    PROGRAMDATAUPDATER
    (come da figura che segue)

Ora basta riavviare la nostra macchina Windows 7 / 8.x per non avere più nessuna forma di telemetria attiva.

 

Purtroppo invece Windows 10 ha la telemetria già inserita nel proprio codice nativo, quindi se stiamo usando questo sistema operativo e vogliamo togliere la telemetria dovremo fare ricorso ad un programma free di terze parti che si chiama WPD che possiamo scaricare da questo sito web :

https://wpd.app/

https://wpd.app/get/latest.zip

una volta scaricato ed espanso il file zip ci troveremo di fronte ad un programma portable (WPD.EXE), basta lanciarlo ed attendere alcuni secondi (si aggiorna online per le ultime definizioni) per poi trovarci di fronte a questa videata :

premiamo il bottone PRIVACY e ci appariranno tutte le varie voci (moltissime !) che compongono la telemetria insita in Windows 10, possiamo tranquillamente spegnere tutte quelle che vogliamo, almeno le voci preseni nelle IMPOSTAZIONI PRIVACY BASILARI se non vogliamo esagerare con quelle avanzate (scorrendo la finestra verso il basso le vedrete apparire tutte) :

premiamo quindi la freccia in alto a sinistra e torniamo alla videata principale del programma, qui ora selezioniamo il secondo bottone BLOCKER :

e nella videata che appare selezioniamo la voce SPY (blocca Windows Spy / Telemetria)  :

la videata dovrebbe apparie come di seguito :

chiudete il programma WPD, riavviate il pc e anche la telemetria su Windows 10 avrà finito di spiarvi…..

Come sempre con un pò di lavoro possiamo tutelare la nostra privacy

: – )

 

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Mac OS come formattare disco https://www.trickit.it/applemac/mac-os-come-formattare-disco https://www.trickit.it/applemac/mac-os-come-formattare-disco#comments Fri, 13 Sep 2019 19:29:33 +0000 https://www.trickit.it/?p=4614

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Diciamo subito che sul Mac non si dice formattare un disco ma inizializzare, anche se il concetto è lo stesso, in pratica si formatta il disco (distruggendo tutto quello che contiene) preparandolo con un file system compatibile con il nostro sistema operativo.

Vediamo quali tipi di formattazione sono possibili sul Mac, quali formati sono usati come file system e quale di questi diversi formati conviene adottare nel caso dovessimo usare un disco esterno da condividere con altre macchine dotate di diverso sistema operativo (es. Windows o Linux).

 

La formattazione (inizializzazione) dei dischi sul Mac si fa dal programma UTILITY DISCO che si trova in :

Applicazioni -> Utility -> Utility Disco

una volta lanciato ci troveremo di fronte ad una finestra simile a questa :

qui dovremo fare i seguenti passi per poter formattare il nostro disco :

  • selezionare il disco da formattare nel riquadro a sinistra che mostra tutti i dischi visibili sul sistema, nel nostro esempio è un disco esterno Toshiba
  • premere il pulsante INIZIALIZZA che si trova nella barra superiore della finestra
  • assegnare un NOME al nostro disco in modo che sia poi facilmente individuabile tra i dischi collegati alla macchina
  • selezionare un FORMATO, cioè il file system da usare per la formattazione del disco (vedremo poi più avanti tutti i vari formati ed il loro significato)
  • premere il bottone INZIALIZZA nella finestra in sovraimpressione ed attendere il completamento dell’operazione di formattazione

 

Fin qui tutto abbastanza semplice e lineare, ma quale formato usare per formattare il nostro disco ?

Se premete il menù a discesa del formato vedrete comparire una finestra come questa in cui sono elencati tanti tipi di file system diversi :

 

 

 

 

 

 

 

 

di default il Mac vi proporrà MAC OS ESTESO, cioè il classico vecchio formato usato da tutte le macchine Apple Mac fino alla versione 10.13 del sistema operativo

 

Riassumendo avremo quindi questi formati tra cui scegliere :

APFS che si può utilizzare sia per dischi di sistema che esterni a patto che stiate usando una versione di Mac OS dalla 10.13 in poi

MAC OS ESTESO che va bene sia per i dischi di sistema che per i dischi esterni e funziona su qualsiasi versione di Mac OS, è il formato da usare anche se volete preparare un disco esterno da usare per il backup con Apple Time Machine

EXFAT è il file system che consigliamo di usare per formattare i dischi esterni o le chiavette Usb , in questo modo i dati che copiate su questo disco saranno visibili sia da Windows che su Linux

MS-DOS (FAT32) stesso discorso di ExFat con però i limiti legati al file system Fat32 che essendo più vecchio assicura si una maggiore compatibilità con tutti gli altri sistemi operativi ma soffre anche di alcune limitazioni come la dimensione massima dei files ammessi limitata a 4 Gb

Inoltre nella tabella sopra vedete che alcuni formati hanno la dicitura (codificato) significa che il disco sarà criptato e non in chiaro, selezionatelo solo se avete stringenti requisiti di sicurezza o rischiate di avere più problemi nel caso sia necessario recuperare dei dati dopo un crash del disco.

 

Per maggiori informazioni sul formato EXFAT (che è quello preferibile per i dischi esterni da condividere con altri) e sui limiti di FAT32 potete anche leggere il nostro post qui :

exFAT supera i limiti di FAT32

 

ATTENZIONE che la procedura di formattazione / inizializzazione del disco cancella in modo definitivo e irrecuperabile i dati contenuti sul disco quindi prestate la massima attenzione a cosa state facendo.

 

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Problemi boot pc dopo Windowsupdate di agosto 2019 https://www.trickit.it/windows/problemi-boot-pc-dopo-windowsupdate-di-agosto-2019 https://www.trickit.it/windows/problemi-boot-pc-dopo-windowsupdate-di-agosto-2019#respond Fri, 06 Sep 2019 19:17:56 +0000 https://www.trickit.it/?p=4604

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(Visite totali: 171. Ultimi 30 giorni: 35)
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E ci risiamo un’altra volta con le patch di Microsoft che invece di sistemare fanno danni !
Dopo gli aggiornamenti di Windowsupdate rilasciati ad agosto 2019 alcune macchine (in particolare Windows 7) non partono più e danno un errore di boot riferito a winload.efi o error 0xc0000428 o schermate blu di crash….. vediamo come uscire da questo ennesimo danno di mamma Microsoft !

 

L’effetto come dicevamo è che dopo aver applicato le ultime patch di sicurezza rilasciate ad agosto 2019 ed aver riavviato la macchina Windows 7 o Server 2008 R2 ci troviamo di fronte ad una videata nera che segnala un errore di boot e che è impossibile proseguire nell’avvio (in pratica abbiamo la macchina bloccata !, grazie Microsoft !) , gli errori più comuni che compaiono sono :

  • error 0xc0000428
  • \windows\system32\winload.efi
  • Windows non è in grado di verificare la firma digitale per questo file
  • schermate blu di crash

 

Per riportare in vita la nostra macchina dobbiamo fare questi step :

  • partire in modalità provvisoria (premere tasto [F8] durante la prima fase di avvio)
  • selezionare la prima voce del menù testuale che compare : Ripristina il computer
  • attendere l’avvio della console di ripristino, quando viene richiesto confermare lingua del sistema operativo e layout della tastiera, di solito è : Italiano e confermare con [Avanti]
  • fare il login con un utente amministratore locale, l’utente potete selezionarlo da un elenco a discesa, inserite la relativa password per proseguire
  • selezionare l’ultima voce del menù : Prompt dei comandi
  • verificare che il disco locale sia visibile correttamente come C: e che la nostra installazione di Windows sia visbile (basta un dir c:\windows per accertarsene)
  • digitare il seguente comando che rimuove le patch problematiche appena installate :
    dism.exe /image:c:\ /cleanup-image /revertpendingactions
  • chiudere la finestra dei comandi con exit o con la [X] in alto a destra
  • riavviare Windows col bottone [Riavvia]
  • attendere la rimozione delle ultime patch installate
  • Windows dovrebbe ritornare avviabile
  • collegatevi a internet e scaricate manualmente la patch KB3133977 , la trovate sul Microsoft Update Catalog a questo indirizzo :
    https://www.catalog.update.microsoft.com/Search.aspx?q=kb3133977
    ovviamente scaricate quella relativa al vostro sistema operativo, sarà un file con un nome simile a :
    Windows6.1-KB3133977-x64.msu
  • Installate la patch (doppio click sul file .MSU appena scaricato) e riavviate appena lo richiede
  • Nel caso Windows non facesse ancora il boot ripartite ancora in modalità provvisoria come prima e al  prompt dei comandi digitate questo comando per ripristinare i files di boot di Windows :
    bcdboot c:\windows
    quindi riavviate
  • Al successivo riavvio con esito positivo potete rilanciare WindowsUpdate e scaricare le patch di agosto (KB4474419 e KB4512506) che avevano provocato il mancato boot del sistema, ora non vi daranno più problemi

 

La patch KB3133977 è definita da Microsoft come “consigliata” e non “importante” e quindi su molte macchine Windows 7 non è presente, il problema della corruzione dei files di boot però per fortuna avviene solo su alcuni pc, il problema è descritto (malissimo) in questa nota tecnica di Microsoft :

https://support.microsoft.com/it-it/help/4512486/windows-7-update-kb4512486

Non possiamo che ringraziare ancora una volta Microsoft per aver rilasciato un ennesimo aggiornamento di sicurezza che fa danni, questa volta blocca addirittura le macchine !!!!!

NOTA : la patch KB3133977 è relativa a BitLocker quindi non è nemmeno chiaro perchè debba essere un prerequisito per gli aggiornamenti di sicurezza di agosto e se lo è perchè non è stata inserita nel pacchetto cumulativo di agosto ????????

No comment………….

 

(Visite totali: 171. Ultimi 30 giorni: 35)
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Word : ridurre dimensione files DOCX e DOC https://www.trickit.it/windows/word-ridurre-dimensione-files-docx-e-doc https://www.trickit.it/windows/word-ridurre-dimensione-files-docx-e-doc#respond Sat, 31 Aug 2019 12:44:54 +0000 http://www.trickit.it/?p=4558

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(Visite totali: 35. Ultimi 30 giorni: 10)
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Alcuni utenti si lamentano delle dimensioni enormi che assumono i loro files di Word sia nel formato DOCX che nel precedente formato DOC.

Il problema di solito non sta nella quantità di testo contenuto nel file di Word o nella sua formattazione ma nelle immagini allegate al file che risultano troppo pesanti o grandi rispetto alle esigenze specifiche di quel documento, per ridurre in modo significativo la dimensione del file quindi basta agire sulle immagini.

 

Quindi come dicevamo il modo più veloce per ridurre la dimensione del nostro documento è comprimere tutte le immagini che contiene, ovviamente se il file è grande e contiene molte immagini questo lavoro diventa molto impegnativo, per fortuna Word contiene delle funzioni specifiche che ci vengono in aiuto proprio per questa operazione.

Se il nostro file è in formato DOCX dovremo operare in questo modo : selezioniamo una immagine qualsiasi del nostro documento col mouse, quindi selezioniamo dal menù superiore il tab FORMATO ed in seguito la voce
COMPRIMI IMMAGINI che compare a sinistra come da figura :

nella finestra che appare de-selezioniamo la voce :

[  ] Applica solo a questa immagine

in modo che l’operazione venga fatta su tutte le immagini presenti nel documento e poi sotto scegliamo il livello di compressione che preferiamo, ne avremo diversi (cambiano a seconda della versione di Word che state usando), nel nostro esempio sono :

Stampa (220 ppi)

Schermo (150 ppi)

Posta elettronica (96 ppi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quindi confermiamo con OK ed attendiamo la fine dell’elaborazione (normalmente piuttosto veloce), al termine risalviamo il nostro file (magari con un altro nome se non vogliamo sovrascivere l’originale !) e verifichiamo quanto è diminuito nella sua dimensione, se fosse ancora troppo grande scegliamo una compressione maggiore (minori ppi) ma facciamo attenzione a non esagerare o le nostre immagini diventeranno troppo sgranate e poco definite, ovviamente quanto comprimere e che qualità finale vogliamo rispetto alla dimensione  del file è una decisione nostra che cambia da caso a caso e dalla destinazione finale del nostro documento, se deve essere stampato su carta o solo visualizzato a schermo o su un sito web.

 

Se invece il nostro file è in formato DOC la procedura è molto simile, cambiano solo alcuni passaggi, quindi come in precedenza selezioniamo una immagine qualsiasi del documento col mouse, poi selezioniamo dal menù superiore il tab FORMATO ed in seguito la voce COMPRIMI IMMAGINI che compare a sinistra come da figura :

nella finestra che appare selezioniamo la voce :

A tutte le immagini del documento

e poi sotto il livello di compressione che desideriamo, in questo caso ci viene proposto :

Web/Schermo (96 dpi)

Stampa (200 dpi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

premiamo il bottone OK per proseguire ed infine confermiamo l’elaborazione di tutte le immagini con il bottone APPLICA che appare nella successiva finestra :

 

 

 

 

 

 

Risalviamo il nostro file e controlliamo se la sua dimensione è diminuita abbastanza per le nostre esigenze o ripetiamo l’operazione abbassando la risoluazione (minori dpi).

 

Se avete usato immagini ad altissima risoluzione o molto grandi rimarrete stupiti da quanto spazio potrete recuperare nella dimensione dei vostri files Word !, logicamente usate il buon senso e non abbassate troppo la qualità delle vostre immagini se avete bisogno di stamparle su carta ad una buona risoluzione, con alcune prove di compressione e salvataggio troverete sicuramente il settaggio che fa al caso vostro.

 

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Chrome 76 : come abilitare Flash ed indirizzo completo https://www.trickit.it/linux/chrome-76-come-abilitare-flash-ed-indirizzo-completo https://www.trickit.it/linux/chrome-76-come-abilitare-flash-ed-indirizzo-completo#respond Fri, 09 Aug 2019 19:20:54 +0000 https://www.trickit.it/?p=4585

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Forse Google ha avuto un pò troppa fretta nel disabilitare il supporto per Flash Player nel suo browser Chrome, infatti dalla release 76 (luglio 2019) risulta impossibile eseguire contenuti Flash in Chrome se non dopo diversi passaggi di abilitazione, vediamo come ripristinare il precedente comportamento che permetteva di abilitare Flash a richiesta sito per sito.

 

Ovviamente i contenuti con Flash Player sono destinati a scomparire visto che anche Adobe non supporterà più questo ambiente di sviluppo dopo la fine del 2020, però il blocco imposto dall’ultima versione di Chrome forse arriva troppo in anticipo !

Se avete ancora dei siti web che usano Flash nei vostri preferiti o se a livello aziendale avete qualche applicazione web che usa ancora Flash (es. per i grafici) vi conviene apportare queste modifiche al vostro browser Chrome.

Selezionate il menù con i 3 pallini in alto a destra e quindi il percorso :

Impostazioni -> Avanzate -> Privacy e sicurezza -> Impostazioni sito -> Flash

arriverete a questa pagine delle impostazioni del browser in cui come potete vedere i contenuti Flash sono bloccati dalla voce :

Impedisci ai siti di eseguire Flash

per modificare questa impostazione cambiate il flag sulla destra :

 

e la voce cambierà in :

Chiedi prima

come da figura seguente :

Ora aprendo un sito web che usa Flash, esempio il sito web di Adobe per il controllo di versione e di esecuzione di Flash Player che si trova a questo indirizzo :

https://get.adobe.com/it/flashplayer/about/

vi troverete di fronte a questa pagina web, per mandare in esecuzione Flash basterà premere sull’immagine grigia a forma di puzzle in basso a destra (è il contenuto Flash) e quindi confermare l’esecuzione con il bottone CONSENTI che appare in una finestra in alto nel browser :

vedrete che la pagina verrà ricaricata e il contenuto Flash eseguito : il piccolo box in basso a destra visualizzerà il numero di versione di Flash e facendo Play sull’animazione centrale questa verrà eseguita come da immagine che segue :

In questo modo se avete ancora dei siti web che usano Flash e dovete usare Chrome vi sarà più agevole visionarli senza troppi blocchi.

I più attenti di voi avranno notato che Google con la release 76 ha purtroppo ritolto un’altra volta (come aveva già fatto nelle release 69 salvo poi tornare sulla propria decisione) il prefisso iniziale ai siti web : parliamo della stringa https://www che identifica protocollo e nome iniziale del sito, se volete ripristinare l’indirizzo web completo (consigliato !) potete farlo seguendo questa procedura :

Chrome come riavere indirizzo web completo

 

Concludo ricordandovi che c’è un browser migliore di Chrome, si chiama Firefox, è sviluppato dalla Mozilla Foundation (gli stessi programmatori dell’ottimo client email Thunderbird) ed è molto più sicuro ed attento alla privacy degli utenti, quindi se siete un pò stanchi dei comportamenti negativi di Chrome provatelo, è disponibile per qualsiasi piattaforma e ne esiste anche una versione ESR per le aziende / scuole, ecc… ne avevamo parlato qui :

Firefox ESR

 

(Visite totali: 76. Ultimi 30 giorni: 13)
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Windows 10 : riabilitare backup registry https://www.trickit.it/windows/windows-10-riabilitare-backup-registry https://www.trickit.it/windows/windows-10-riabilitare-backup-registry#respond Fri, 02 Aug 2019 15:23:30 +0000 http://www.trickit.it/?p=4540

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(Visite totali: 70. Ultimi 30 giorni: 20)
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Windows memorizza i files del registry (che sono DEFAULT, SAM, SECURITY, SOFTWARE, SYSTEM) nel percorso C:\WINDOWS\SYSTEM32\CONFIG\ e da sempre fa anche una copia di backup di questi files nella cartella REGBACK che si trova nello stesso percorso.
Dalla versione 1803 di Windows 10 però purtroppo Microsoft ha disabilitato questa utile funzione di salvataggio automatico, vediamo come ripristinarla in modo da avere ancora una copia di sicurezza dei files del registry in caso di necessità.

 

Questo backup automatico dei files del registro di sistema è totalmente trasparente per gli utenti e normalmente non serve se non in casi di emergenza quando il registry per qualche motivo si è corrotto, in questi casi avere una copia di backup dei files del registry funzionante può tornare utile per ripristinare una macchina malfunzionante, è quindi un’opzione molto utile per gli amministratori di sistema.

La copia di backup del registry si trova in questo percorso :

C:\WINDOWS\SYSTEM32\CONFIG\REGBACK\

se però avete come sistema operativo Windows 10 release 1803 o successive e controllate il percorso sul vostro pc potreste trovarvi di fronte a questa brutta sorpresa :

in pratica la cartella è vuota o contiene i files del registry con dimensione a 0 bytes, vi ricordo che i files del registry sono quelli con questi nomi  :

DEFAULT
SAM
SECURITY
SOFTWARE
SYSTEM

Per ripristinare il funzionamento del backup automatico del registry (come è sempre avvenuto da sempre su tutte le precedenti versioni di Windows !) bisogna agire sul registry aggiungendo una voce e riavviando la macchina, le operazioni da fare quindi sono :

  • start -> esegui -> regedit    (come Amministratore)
  • posizionatevi ora nel percorso :
    HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Configuration Manager\
  • tasto destro sulla chiave e dal menù che compare selezionate la creazione di una nuova chiave DWORD che chiamerete :
    EnablePeriodicBackup
  • ora assegnate a questa chiave il valore :
    (uno)
  • chiudete il registry
  • riavviate la macchina

Windows 10 creerà in automatico un nuovo processo schedulato che si preoccuperà di fare il backup dei nostri files del registry come avveniva in passato, potete vederlo lanciando l’Utilità di Pianificazione con il comando :

start -> run -> taskschd.msc

qui posizionatevi nel percorso :

Libreria Utilità di Pianificazione -> Microsoft -> Windows -> Registry

e troverete il lavoro schedulato

RegIdleBackup

tasto destro -> Proprietà -> Attivazione -> Nuovo

e selezionate ogni quanto volete che il processo di backup sia eseguito : una volta al giorno, alla settimana, al mese, come preferite, confermate tutto con OK.

 

Dopo che il processo schedulato è stato eseguito almeno una volta tornate a controllare il percorso di backup dei files del registry dovreste trovarvi una videata simile a questa in cui finalmente compaiono le nostre copie di backup del registry :

Per maggiori informazioni circa questo bizzarro comportamento di Windows 10 potete anche fare riferimento a questo articolo tecnico della Microsoft :

https://support.microsoft.com/en-us/help/4509719/the-system-registry-is-no-longer-backed-up-to-the-regback-folder-start

non chiedetemi però il perchè vengano fatte queste scelte da parte di Microsoft…   incomprensibili !

; – (

 

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Riunire files in unica cartella https://www.trickit.it/windows/riunire-files-in-unica-cartella https://www.trickit.it/windows/riunire-files-in-unica-cartella#respond Fri, 26 Jul 2019 15:32:37 +0000 https://www.trickit.it/?p=4574

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A volte capitano lavori da fare che nell’interfaccia grafica di Windows richiederebbero molto tempo e diverse operazioni manuali mentre da riga di comando si risolvono molto più velocemente e con una manciata di istruzioni, uno di questi casi è quando dobbiamo riunire tutti i files sparsi in varie cartelle e sotto cartelle del file system in un unica cartella che li contenga tutti.

 

E’ il caso tipico di quando vi trovate a dover operare su molti files sparsi in decine o centinaia di sottocartelle ma che volete avere raggruppati in un unico percorso per farci poi ulteriori elaborazioni, in pratica si parte da una struttura come questa :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

per avere poi invece solo una nuova cartella che contenga tutti i files che avevamo nelle varie sottocartelle, il risultato quindi sarà :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel nostro caso specifico si trattava di un percorso locale sul disco C: che conteneva un archivio di documenti strutturato in una cartella principale (C:\ARCHIVIO) che a sua volta conteneva una cartella per ogni anno di archiviazione (es. 2018) e all’interno di ogni anno i files erano ulteriormente suddivisi per mese (espresso come numero, es. per Gennaio avevamo 01), la struttura su disco era quindi come questa :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le operazioni per copiare tutti i files in un’unica nuova cartella (C:\TUTTO\) sono state queste :

  • aprire il prompt dei comandi con
    start -> esegui -> cmd
  • digitare :
    cd \
  • quindi creare la nuova cartella con il comando :
    md TUTTO
  • entrare nella cartella principale della struttura da copiare digitando :
    cd \ARCHIVIO\
  • copiare tutti i files presenti nella cartella Archivio e nelle sottocartelle nella nuova cartella Tutto con il comando :
    for /r %d in (*) do copy “%d” “C:\TUTTO\”

 

Ecco fatto !, in pochi secondi ci troveremo la cartella C:\TUTTO popolata con una copia di tutti i files che erano presenti nella nostra struttura di cartelle e sottocartelle C:\ARCHIVIO, come vedete l’operazione è banale e velocissima, se avessimo dovuto farla manualmente dall’interfaccia grafica di Explorer avremmo perso molto tempo.

NOTA : se nel vostro caso ci sono files duplicati (con lo stesso nome) in più sottocartelle e vi interessa una sola copia di ogni file modificate l’ultimo comando aggiungendo il parametro  /y  che permette la sovrascrittura di un file esistente senza chiedevi conferma, il comando da usare diventerà :

for /r %d in (*) do copy /y “%d” “C:\TUTTO\”

 

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